Risolto l’enigma di numerose malattie metaboliche ereditarie

Roma – Comunicato stampa. 20 Maggio 2003 Risolto l’enigma di numerose malattie metaboliche ereditarie La scoperta dei ricercatori del TIGEM avrà importanti ricadute nella terapia enzimatica Grazie a Telethon il mistero legato ad almeno otto malattie metaboliche ereditarie – che da molti anni intrigava i ricercatori – è stato finalmente svelato. E’ stato infatti identificato SUMF1, il gene responsabile del deficit multiplo di solfatasi (DMS), la malattia metabolica causa di gravi disturbi a parecchi organi e tessuti, soprattutto al sistema nervoso. I sintomi della patologia riassumono quelli osservati in otto diverse malattie metaboliche, in ognuna delle quali il difetto genetico provoca un guasto ad altrettanti enzimi, tutti chiamati solfatasi: si tratta di “forbici” molecolari incaricate di tagliare nella cellula sostanze di rifiuto per favorirne lo smaltimento, quando non funzionano si verifica l’accumulo di scarti che diventano tossici per l’organismo. La scoperta è stata ottenuta presso l’Istituto Telethon di Genetica e Medicina (TIGEM) di Napoli da un gruppo coordinato dal direttore dell’Istituto professor Andrea Ballabio e del quale fa parte Maria Pia Cosma. Già nel 1987 Ballabio aveva identificato il primo gene responsabile di un deficit da solfatasi, quello dell’ittiosi e nel 1995 quello della condrodisplasia puntata. Gli scienziati hanno sempre sospettato che la completa comprensione dei diversi deficit da solfatasi passasse attraverso la soluzione dell’enigma legato alla DMS, soluzione che giunge oggi, a più di 16 anni dall’inizio delle ricerche. Il risultato, raggiunto con la collaborazione dell’Università Federico II di Napoli, è stato pubblicato su Cell*, la più autorevole rivista scientifica internazionale, meritando anche la citazione della scoperta sulla copertina e una “preview”, un commento cioè in apertura al periodico statunitense. Delle 13 solfatasi a oggi identificate nell’uomo almeno otto, se difettose, sono coinvolte in altrettante malattie ereditarie: 5 forme di mucopolisaccaridosi (di tipo II, IIIA, IIID, IVA e VI), la leucodistrofia metacromatica, l’ittiosi legata al cromosoma X e la condrodisplasia puntata. Sono in gran parte malattie da accumulo caratterizzate da errori nell’eliminazione di alcune sostanze di scarto soprattutto a livello dei lisosomi, le “pattumiere” cellulari. Per alcune di queste malattie è già in sperimentazione clinica la terapia enzimatica sostitutiva, grazie alla quale la somministrazione dell’enzima attivo permette il recupero della funzione perduta, mentre per la leucodistrofia metacromatica sono in corso presso l’Istituto Telethon-HSR per la Terapia Genica di Milano studi di terapia genica in modelli animali. Nel caso della DMS la particolarità è che il gene SUMF1 non è una solfatasi ma una sorta di segnale che fa partire contemporaneamente almeno 8 delle solfatasi: il prodotto di SUMF1 serve a dare l’ultimo “ritocco” agli enzimi prima che siano perfettamente funzionanti. E’ una specie di “centrale di comando”, senza la quale nessuna delle solfatasi può lavorare correttamente. Ecco perché i sintomi della DMS riassumono quelli provocati dalle 8 malattie metaboliche. Da questo derivano le importanti implicazioni terapeutiche della scoperta, come sottolinea Ballabio: “Per alleviare i sintomi delle malattie metaboliche da deficit di solfatasi, oltre all’enzima mancante bisognerà sempre fornire anche l’enzima prodotto da SUMF1. Questa scoperta ha ricadute immediate nella terapia enzimatica sostitutiva, mentre l’applicazione di una terapia genica per la DMS è da rimandare a un futuro non lontano”. ************************************************ *Cosma M.P., Pepe S., Annunziata I., Newbold R.F., Grompe M., Parenti G., and Ballabio A. The multiple sulfatase deficiency gene encodes an essential and limiting factor for the activity of sulfatases. Cell 2003 May 16,113: 445-456. Leggi anche: Ballabio, due strade per una possibile terapia COMITATO TELETHON FONDAZIONE ONLUS – FONDAZIONE TELETHON Via G. Saliceto, 5a – 00161 Roma, Italia Tel. +39 06 440151 Fax +39 06 44202032