Veneto: nessuna esenzione tariffaria per gli esami cui i pazienti affetti da malattie metaboliche ereditarie devono sottoporsi

Dal 1° gennaio scorso centinaia di pazienti veneti affetti da malattie metaboliche ereditarie (una pericolosa famiglia di malattie rare) non godono più di alcuna esenzione tariffaria per gli esami clinici che sono costretti a effettuare, in alcuni casi addirittura per rimanere in vita e con cadenza anche settimanale. Soltanto grazie a questi esami è infatti possibile monitorare le patologie ed evitarne le temibili conseguenze: il coma, la contrazione di gravissimi handicap e la morte.
A lanciare l’allarme è un gruppo di consiglieri regionali del Veneto (prima firmataria, Iles Braghetto) che, sollecitati dall’associazione
Cometa Asmme, ha presentato un’interrogazione ad hoc in Consiglio. Gli altri firmatari sono Flavio Silvestrin, Daniele Stival, Clau-dio Rizzato, Margherita Miotto.

Dall’interrogazione emerge innanzitutto che la questione è di competenza della Regione. Le esenzioni tariffarie sono infatti sancite da un decreto del ministero della Salute, risalente a oltre due anni fa, ma tali esami clinici non figurano né sul tariffario regionale, né fra i Livelli Essenziali di Assistenza.

Fino al 31 dicembre le aziende ospedaliere rimborsavano i ticket attingendo da fondi ora non più disponibili. La situazione è quindi precipitata e sta portando alla disperazione le famiglie dei pazienti. I consiglieri chiedono quindi alla Giunta regionale e in particolare all’assessore regionale alla Sanità, Fabio Gava, l’inserimento di tali esami clinici all’interno del tariffario regionale delle prestazioni specialistiche.
Inoltre nell’interrogazione si sollecita l’istituzione del day hospital per le malattie metaboliche ereditarie, in forza della deliberazione con cui tre anni fa la stessa Regione ha riconosciuto un centro regionale specialistico per queste patologie.