Trapianti tra vivi, Dallapiccola: “Uno strumento importante nel trattamento delle malattie rare”

Il commento di Bruno Dallapicola, Direttore Scientifico del Bambino Gesù, alla recente novità sui trapianti

In occasione della recente notizia dell’approvazione del trapianto di polmone, pancreas e intestino tra persone viventi abbiamo sentito il parere del Prof. Dallapiccola, Direttore Scientifico Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma e coordinatore di Orphanet Italia, per capire come e se questo provvedimento possa essere d’aiuto anche ai malati rari. “L’approvazione dell’Aula della Camera delle norme che consentono il trapianto parziale da vivente di polmone, pancreas e intestino è un atto che annuncia con connotazioni di ottimismo il prossimo 27 maggio, proclamato come ‘giornata nazionale per la donazione degli organi’. – spiega DallapiccolaLa donazione da vivente rappresenta infatti una importante opportunità in più, rispetto alla donazione da cadavere, quindi una modalità integrativa e non sostitutiva, ed è essenzialmente regolata da norme che la vincolano per lo più ai rapporti di consanguineità o familiarità tra i donatori e i riceventi. Un discorso a parte meritano i rari casi di donazione ‘samaritana’, che riguardano la donazione di un rene alla collettività e non ad uno specifico ricevente, senza alcun tipo di remunerazione o contraccambio, o le donazioni cosiddette ‘cross-over’ nelle quali due coppie donatore-ricevente si donano reciprocamente un organo (di solito il rene) non potendolo donare al proprio partner, a causa di un’incompatibilità del tessuto o del gruppo sanguigno.

“Dal 2001 al 2010 su 1.810 trapianti renali in Italia, 1.270 sono stati da donatore e, nello stesso periodo, su 374 trapianti di fegato, 244 sono stati da donatore vivente. – continua Dallapiccola – Certamente le implicazioni di queste donazioni sono diverse e, ad esempio, le complicazioni dell’espianto di fegato da donatore sono maggiori rispetto a quelle del trapianto renale e l’espianto di polmone comporta maggiori complicazioni per l’organismo, rispetto all’espianto del fegato, che è un organo capace di rigenerarsi con relativa facilità.”

“I trapianti d’organo offrono uno strumento importante, anche se ancora relativamente di nicchia, nel trattamento delle malattie rare, affiancandosi alla chirurgia tradizionale e ripartiva, alle terapie cellulari compresa la terapia genica, alle terapie enzimatiche sostitutive e dietetiche, alle terapie farmacologiche tradizionali o che utilizzano farmaci orfani, all’impiego di protesi e alla riabilitazione, compresa quella robotica.

Le norme votate dalla Camera si propongono pertanto come un’iniziativa degna della massima attenzione e di elevata civiltà, che mira a superare un vincolo posto da un articolo del Codice Civile che vieta espressamente gli atti di disposizione del proprio corpo destinati a cagionare una diminuzione permanente dell’integrità fisica, e che è in linea con altri provvedimenti destinati a promuove la donazione da vivente che già avviene con relativo successo nel nostro Paese per il cordone ombelicale, il sangue, il midollo, il rene ed il fegato.”