Statuto Cometa A.S.M.M.E. ONLUS

STATUTO COMETA A.S.M.M.E. ONLUS
ART. 1 – COSTITUZIONE
E’ costituita l’Associazione “COMETA A.S.M.M.E.” Associazione Studio Malattie Metaboliche
Ereditarie, Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale.
ART. 2 – STATUTO
L’organizzazione di volontariato COMETA A.S.M.M.E. è disciplinata dal presente statuto, ed
agisce nei limiti della legge 11 agosto 1991 n. 266, delle leggi regionali di attuazione e dei
principi generali dell’ordinamento giuridico.
L’assemblea delibera l’eventuale regolamento di esecuzione dello statuto per la disciplina degli
aspetti organizzativi più particolari.
ART. 3 – SEDE
3.1) L’associazione ha sede legale ed operativa a Ponte San Nicolò ( Padova ) in via Monte
Sabotino 12/a.
3.2) E’ possibile istituire sedi operative, su tutto il territorio nazionale, previa apposita delibera
dell’assemblea ordinaria, che ne nomini il referente responsabile e ne determini compiti e
responsabilità.
Si intende come sede operativa una parte totalmente integrante e dipendente
dell’associazione, cioè senza autonomia giuridica e patrimoniale.
ART. 4 – SCOPI DELL’ASSOCIAZIONE
4.1) L’associazione opera nell’ambito socio-assistenziale e nella tutela e promozione dei diritti
dei malati di malattie metaboliche ereditarie e delle loro famiglie.
4.2) In particolare, scopi dell’associazione sono:
lo svolgimento di attività diretta e di promozione per la ricerca scientifica e prevenzione, la
cura e l’assistenza delle malattie metaboliche ereditarie, al fine di rimuovere le cause
invalidanti e favorire la promozione dell’autonomia e la realizzazione dell’integrazione sociale
dei pazienti affetti da queste patologie. ( art. 9 legge 05.02.1992 n. 104 ) .
L’Associazione deve avere tra i suoi compiti e obiettivi da una parte il rappresentare alle
Istituzioni quali sono le attese, le aspettative e le esigenze reali degli utenti affetti da patologia
e delle loro famiglie dell’altra farsi promotrice di attività che si rivolgano alla prevenzione ed
alla diagnosi precoce.
Dovrà quindi farsi portavoce delle attese in termini di accessibilità ai percorsi di diagnosi e
cura, ma anche di tempestività di erogazione, così come avere compiti di stimolo perché si
operi in modo integrato tra ospedale e territorio, considerando gli aspetti sanitari e sociali,
cogliendo l’interezza della persona e l’interezza del nucleo famigliare.
Tutto questo perché la tutela dell’utenza va sia nel senso della cura che in quello
dell’assistenza, così come nell’auspicio di una sempre migliore diagnosi precoce.
L’associazione si farà quindi promotrice di attività di sensibilizzazione anche all’utenza affinché
la richiesta di servizi sia la più appropriata possibile.
Assicurerà quindi una fattiva collaborazione di sostegno, anche economico, alle Istituzioni
all’interno di un patto di collaborazione che crei percorsi certi e definiti, che si basino sulle
moderne evidenze scientifiche, e sull’efficienza ed efficacia del sistema che deve garantire
diagnosi precoce, cura ed assistenza.
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4.3) L’associazione non può svolgere attività diverse da quelle sopra indicate, ad eccezione:
a) di quelle commerciali e produttive marginali (di cui all’art. 5, comma 1, lettera g Legge
266/91 e D.M. 25 maggio 95);
ART. 5 – CARATTERE DELL’ASSOCIAZIONE / PRINCIPI ISPIRATORI
5.1) L’associazione ha carattere volontario e opera esclusivamente per fini di solidarietà; è
apolitica e apartitica; non ha fini di lucro; garantisce la democraticità della struttura, l’elettività
e la gratuità delle cariche associative, la gratuità delle prestazioni fornite dai soci.
5.2) Gli aderenti all’organizzazione devono svolgere la propria attività verso gli altri in modo
personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro.
Gli aderenti all’organizzazione hanno il diritto di essere rimborsati dalle spese effettivamente
sostenute per l’attività prestata, ai sensi di legge.
5.3) L’organizzazione di volontariato può assumere dei dipendenti e giovarsi dell’opera di
collaboratori autonomi, nei limiti previsti dalla L. 266/91.
a) i rapporti tra l’organizzazione ed i dipendenti e collaboratori sono disciplinati dalla legge e da
apposito regolamento adottato dall’organizzazione;
b) i dipendenti e i collaboratori sono, ai sensi di legge e di regolamento, assicurati contro le
malattie, infortunio, e per la responsabilità civile verso i terzi.
ART. 6 – DURATA
L’associazione ha durata illimitata.
ART. 7 – SOCI
7.1) Sono aderenti dell’organizzazione tutte le persone fisiche che condividono le finalità
dell’organizzazione e, mossi da spirito di solidarietà, si impegnano concretamente per
realizzarle L’adesione all’associazione è a tempo indeterminato. Il socio può recedere in
qualsiasi momento.
7.2) I soci si distinguono in:
a) soci fondatori, sono quelli che hanno sottoscritto l’atto costitutivo;
b) soci ordinari, sono coloro che aderiranno successivamente all’Associazione versando quote
ordinarie;
c) soci sostenitori, sono quelli che aderiranno successivamente all’Associazione versando
quote superiori a quelle ordinarie mantenendo, comunque, gli stessi diritti/doveri dei soci
ordinari;
d) è possibile attribuire particolari benemerenze, a soci che si sono distinti per la loro attività a
favore dell’Associazione.
Le quote sono determinate annualmente dal Consiglio Direttivo in misura uguale per tutti i
soci. I singoli soci hanno facoltà di versare quote maggiori a titolo personale, ferma restando
l’uguaglianza dei diritti e dei doveri di tutti i soci.
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ART. 8 – DOMANDA DI AMMISSIONE
8.1) La richiesta di adesione va presentata con domanda scritta e indirizzata al Consiglio
Direttivo. La richiesta deve contenere le generalità del richiedente e la dichiarazione di
accettazione, senza alcuna riserva, delle finalità dell’associazione e di tutte le clausole
contenute nello statuto vigente.
8.2) La domanda di ammissione deve essere esaminata entro tre mesi e può essere accolta o
respinta dal Consiglio Direttivo.
Decorsi 90 giorni dalla presentazione della domanda senza che venga comunicato il rigetto, la
domanda si intende accolta.
Il rifiuto dell’ammissione deve essere motivato e comunicato all’interessato con lettera
raccomandata.
8.3) Dalla data dell’avvenuta comunicazione della delibera di non accoglimento decorre il
termine perentorio di giorni venti per il ricorso all’assemblea: il ricorso deve essere proposto
per iscritto.
L’assemblea si pronuncerà in via definitiva nel corso della prima riunione utile ratificando la
delibera del Consiglio Direttivo.
ART. 9 – CESSAZIONE/ ESCLUSIONE DELLA QUALITA’ DI SOCIO
9.1) La cessazione della qualità di socio può avvenire:
– per dimissioni volontarie, comunicate per iscritto al Consiglio Direttivo;
– per morte;
– decadenza automatica per mancato pagamento della quota sociale per oltre un anno;
– esclusione deliberata dal Consiglio Direttivo, quando il socio abbia tenuto un
comportamento contrario agli scopi dell’associazione, danneggiato o messo in pericolo
l’immagine, la reputazione dell’associazione o la sua consistenza patrimoniale.

9.2) L’esclusione deve essere comunicata con lettera raccomandata su delibera del Consiglio
Direttivo.
Contro il provvedimento di esclusione, il socio può ricorrere entro 30 giorni al Collegio dei
Probiviri, il cui giudizio è inappellabile.
Può essere escluso il socio non in regola con il versamento della quota associativa annuale..
9.3) In qualsiasi caso di cessazione i soci non hanno alcun diritto sul patrimonio
dell’associazione, né possono chiedere la restituzione della quota versata.
ART. 10 – DIRITTI E DOVERI DEI SOCI
10.1) Tutti i soci in regola con il pagamento della quota sociale hanno il diritto di partecipare
alle assemblee; di votare in assemblea, di prendere parte alle elezioni e di essere eletti alle
cariche sociali; essi hanno i diritti di essere informati sulle attività dell’associazione e di
controllo sull’andamento della medesima come stabilito dalle leggi e dallo statuto.
10.2) Tutti i soci hanno parità di diritti; essi hanno il dovere di prestare la loro attività verso
gli altri in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro. Gli aderenti hanno
l’obbligo di versare la quota associativa, se prevista, secondo l’importo annualmente stabilito.
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ART. 11 – ORGANI DELL’ASSOCIAZIONE
Sono organi dell’Associazione
– l’assemblea dei soci;
– il Consiglio Direttivo;
– il Presidente;
– il Collegio dei Probiviri;
– il Collegio dei Revisori dei Conti.
In qualsiasi momento avvenga la nomina dei membri dell’organo eventuale, questo avrà una
durata corrispondente alla durata prevista per il Consiglio Direttivo in carica o di nuova e
contestuale nomina.
Tutte le cariche sociali sono gratuite.
ART. 12 – ASSEMBLEA
12.1) L’assemblea è l’organo deliberativo dell’associazione, formato da tutti i soci che risultano
regolarmente iscritti.
Ogni socio dispone di un solo voto: può farsi rappresentare in assemblea da un altro socio con
delega scritta; ogni socio non può avere più di due deleghe.
12.2) L’assemblea deve essere convocata:
– almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio consuntivo ed eventualmente del
bilancio preventivo;
– quando sia atto dovuto ai sensi del presente statuto;
– quando ne sia fatta richiesta motivata da almeno 1/10 dei soci, o quando ne sia fatta
richiesta dal Collegio dei revisori dei conti o da almeno due dei suoi membri; in tal caso il
Presidente deve provvedere alla convocazione e l’assemblea deve essere tenuta entro
trenta giorni dal ricevimento della richiesta.
12.3) L’assemblea può inoltre essere convocata tutte le volte che il Consiglio Direttivo, o il
Presidente, lo ritengano utile per l’attività dell’associazione.
12.4) La convocazione deve essere effettuata dieci giorni prima, con avviso diretto ad ogni
socio, per iscritto o altri mezzi idonei a portarne a conoscenza la totalità dei soci (è ritenuto
equipollente l’avviso sul notiziario dell’Associazione o la pubblicazione nel sito dell’Associazione
stessa).
La convocazione deve contenere l’ordine del giorno, il luogo della riunione, il giorno e l’ora
della prima e della seconda convocazione.
ART. 13 – COMPITI DELL’ASSEMBLEA
L’assemblea deve:
13.1) Approvare il bilancio o un rendiconto consuntivo e l’eventuale preventivo.
13.2) Determinare le linee generali programmatiche dell’attività dell’associazione, compreso
l’esame delle iniziative da sviluppare e promuovere (nel breve e nel lungo periodo), sulla base
di proposte elaborate dal Consiglio Direttivo e/o da un numero di soci che rappresentino
almeno un decimo (1/10) degli associati.
13.3) Determinare il numero dei membri del Consiglio Direttivo ed eleggerli tra i soci.
13.4) Decidere azioni di responsabilità nei confronti dei membri del Consiglio Direttivo.
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13.5) Deliberare, la costituzione del collegio dei revisori dei conti ed eleggerne i membri.
13.6) Deliberare, la costituzione del collegio dei probiviri ed eleggerne i membri.
13.7) Stabilire la quota sociale annuale.
13.8) Discutere e approvare l’eventuale regolamento interno, proposto dal Comitato direttivo,
e le sue variazioni.
13.9) Deliberare in via definitiva sulle domande di nuove adesioni e sulla esclusione dei soci.
13.10) Approvare: la pianta organica dell’eventuale personale dipendente, i contratti di
collaborazione per prestazione di lavoro autonomo, le convenzioni stipulate con istituzioni
pubbliche e le intese di collaborazione con altre associazioni, deliberati dal Consiglio Direttivo.
13.11) Deliberare su quant’altro a lei demandato per legge o per statuto, o sottoposto al suo
esame dal Consiglio Direttivo.
ART. 14 – MAGGIORANZE
14.1) Le deliberazioni dell’assemblea sono prese a maggioranza di voti e con la presenza di
almeno la metà degli associati. In seconda convocazione la deliberazione è valida qualunque
sia il numero degli intervenuti.
Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità,
gli amministratori non hanno diritto di voto.
14.2) Ogni socio potrà rappresentare, in forza di delega scritta, depositata prima dell’inizio
dell’Assemblea, fino ad un massimo di due soci.
14.3) L’assemblea straordinaria modifica lo statuto dell’associazione con la presenza di almeno
¾ degli associati e il voto favorevole della maggioranza dei presenti e delibera lo scioglimento
e la liquidazione nonchè la devoluzione del patrimonio con il voto favorevole di almeno ¾ degli
associati.
ART. 15 – CONSIGLIO DIRETTIVO
15.1) Il Consiglio Direttivo viene eletto dall’assemblea a scrutinio segreto; è composto, a
scelta dell’assemblea, da un minimo di 5 a un massimo di 15 membri, comunque in numero
dispari.
15.2) Il Consiglio Direttivo dura in carica tre anni.
15.3) Il Consiglio è convocato dal Presidente, che lo presiede; si riunisce almeno una volta
ogni tre mesi e ogni qual volta il Presidente o un terzo dei suoi membri lo richieda;il
Consigliere assente ingiustificato al C.D. ad almeno 3 riunioni, decade dall’incarico senza
appello.
15.4) La convocazione avviene mediante invito personale (per iscritto o orale), contenente
l’ordine del giorno, da recapitare almeno 5 giorni prima della data fissata per l’incontro, salvo i
casi di motivata urgenza.
15.5) Le riunioni del Consiglio sono valide con la presenza della maggioranza dei componenti
Esse sono presiedute dal Presidente o, in sua assenza, dal Vicepresidente.
Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza dei presenti.
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15.6) In caso di dimissioni o di decadenza di un consigliere prima della fine del mandato,
l’assemblea può provvedere alla necessaria sostituzione. Le sostituzioni effettuate nel corso del
triennio decadono dalla carica insieme alle cariche in atto alla loro nomina.
15.7) Possono essere invitati alle riunioni del Consiglio Direttivo eventuali esperti o consulenti,
che possono fornire pareri ma non hanno diritto di voto.
ART. 16 – COMPITI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO
Il Consiglio Direttivo ha i seguenti compiti:
eleggere tra i suoi membri, nella sua prima seduta, il Presidente ed il Vicepresidente o i
consiglieri delegati. Inoltre:
– nominare un segretario ed un tesoriere;
– proporre all’assemblea le norme e i regolamenti per il funzionamento dell’associazione;
– sottoporre all’assemblea il programma di lavoro, in base alle linee di indirizzo espresse
dalla stessa assemblea, promovendo e coordinando le attività previste ed autorizzando le
spese necessarie;
– redigere il bilancio consuntivo (dal quale devono risultare i beni, i contributi o i lasciti
ricevuti) da sottoporre all’assemblea e la relazione annuale sulle iniziative svolte e sui
risultati raggiunti;
– predisporre il bilancio preventivo da sottoporre all’approvazione dell’assemblea;
– eseguire le delibere assembleari;
– accogliere o respingere, con parere motivato, le domande di adesione e deliberare la
cessazione della qualità di socio;
– ratificare o modificare, nella prima seduta utile successiva, i provvedimenti adottati dal
Presidente per motivi di necessità e di urgenza;
– deliberare la pianta organica del personale da presentare all’approvazione dell’assemblea;
– autorizzare le spese di cui i soci possono chiedere il rimborso.
ART. 17 – IL PRESIDENTE
17.1) Il Presidente deve essere scelto tra i consiglieri; è eletto dal Consiglio Direttivo, a
maggioranza dei componenti.
17.2) Il Presidente convoca e presiede le riunioni dell’assemblea e del Consiglio.
17.3) Il Presidente rappresenta legalmente l’organizzazione nei confronti di terzi ed in
giudizio.
In caso di necessità e di urgenza assume i provvedimenti di competenza del Consiglio
Direttivo, sottoponendoli a ratifica nella prima riunione successiva.
17.4) In caso di assenza, di impedimento o di cessazione, per qualsiasi causa, del Presidente,
le relative funzioni sono svolte dal Vicepresidente.
ART.18 – TESORIERE
Il Tesoriere cura la gestione della cassa dell’associazione e ne tiene la contabilità; effettua le
relative verifiche; controlla la tenuta dei libri contabili; predispone, dal punto di vista contabile,
il bilancio consuntivo, accompagnandoli da idonea relazione contabile.
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ART. 19 – COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI
19.1) Il Collegio dei Revisori dei Conti si compone di tre membri effettivi e di due supplenti
(questi ultimi subentrano in ogni caso di cessazione di un membro effettivo).
L’incarico di revisore dei conti è incompatibile con la carica di Consigliere.
Per la durata in carica e la rieleggibilità valgono le norme dettate nel presente statuto per i
membri del Consiglio Direttivo.
19.2) I revisori dei conti curano la tenuta del libro delle adunanze dei revisori dei conti;
partecipano di diritto alle adunanze dell’assemblea, del Consiglio Direttivo e del Comitato
Esecutivo, con la facoltà di parola ma senza diritto di voto; verificano la regolare tenuta della
contabilità dell’associazione e dei relativi libri; danno parere sui bilanci.
19.3) I revisori dei conti non ricevono alcuna remunerazione per la loro carica.
ART . 20 – COLLEGIO DEI PROBIVIRI
Il collegio dei Probiviri è composto di cinque membri, di cui tre effettivi e due supplenti.
Il collegio viene eletto dall’Assemblea, anche tra persone esterne all’Associazione.
Uno dei membri assume il ruolo di Presidente.
Esamina i ricorsi dei soci e le motivazioni per l’esclusione dei soci, o la cessazione del socio
membro del C.D. per comportamenti scorretti comunque non conformi a regole di educazione
e civismo.
Le decisioni del Collegio dei Probiviri sono inappellabili.
ART. 21 – DURATA DELLE CARICHE E INCOMPATIBILITA’
Tutti gli eletti rimangono in carica per un triennio e possono comunque essere rieletti.
ART. 22 – ENTRATE E PATRIMONIO SOCIALE
Le entrate dell’associazione sono costituite da:
– contributi degli aderenti;
– contributi privati, sia nella forma di denaro che di altri beni;
– contributi dello Stato, di enti e di istituzioni pubbliche finalizzati al sostegno di specifiche e
documentate attività o progetti;
– contributi di organismi internazionali;
– rimborsi derivanti da convenzioni;
– ogni altra entrata ammessa dalla Legge 266/91.
ART. 23- ESERCIZI SOCIALI E BILANCIO
L’esercizio finanziario ha inizio il 1 gennaio e si chiude il 31 dicembre di ogni anno.
A conclusione di ogni anno il Consiglio Direttivo deve redigere, entro quattro mesi dalla
scadenza dell’esercizio, il bilancio consuntivo da sottoporre all’assemblea che lo discute e lo
approva a maggioranza
Dal bilancio consuntivo devono risultare i beni, i contributi e i lasciti eventualmente ricevuti
dall’associazione.
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ART.24 – SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE
In caso di scioglimento, cessazione ovvero estinzione dell’associazione i beni che residuano
dopo l’esaurimento della liquidazione sono devoluti ad altre organizzazioni di volontariato
operanti in identico o analogo settore, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
ART.25 – CLAUSOLA COMPROMISSORIA
Qualunque controversia sorgesse in dipendenza della esecuzione o interpretazione del presente
statuto e che possa formare oggetto di compromesso, sarà rimessa al giudizio di un arbitro
amichevole compositore, che giudicherà secondo equità e senza formalità di procedura, dando
luogo ad arbitrato irrituale.
L’arbitro sarà scelto di comune accordo dalle parti contendenti; in mancanza di accordo, alla
nomina dell’arbitro sarà provveduto dal Presidente del Tribunale di Padova.
ART. 26 – DISPOSIZIONI FINALI
Per quanto non espressamente previsto dal presente statuto e dal regolamento interno, si deve
fare riferimento alle norme vigenti in materia ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico.
Cometa A.s.m.m.e. Onlus
Il Presidente
Anna Maria Marzenta

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