STAMINALI: BONCINELLI, EMBRIONALI VIA PER MEDICINA FUTURO

(ANSA) – ROMA, 16 FEB – Le cellule staminali embrionali rappresentano la via per la medicina del futuro, ”l’optimum”, poiche’ sono le cellule ”da cui tutto deriva”. Ne e’ convinto lo scienziato Edoardo Boncinelli, esperto di biologia molecolare, che prende posizione nel dibattito attuale sull’uso delle staminali a fine di ricerca in vista dei referendum per la legge sulla procreazione.
Al di la’ delle polemiche politiche (tra i Radicali che sostengono la ricerca sulle staminali embrionali e l’asse di coloro che puntano invece sulle cellule adulte), sul ”piano scientifico – ha affermato Boncinelli – non ci puo’ essere alcuna polemica: le staminali embrionali, infatti, per la ricerca rappresentano il ‘top’. Tuttavia – ha precisato l’esperto – se si puo’ aggirare il problema, per le difficolta’ etiche che secondo alcuni sorgerebbero, utilizzando le cellule adulte, tanto di guadagnato anche se nessuno, ad oggi, puo’ dire se cio’ sara’ possibile”’. Se dalle cellule staminali adulte, ha chiarito Boncinelli, ”si riescono cioe’ ad ottenere gli stessi risultati, tanto meglio per tutti, anche se per ora sono le cellule embrionali quelle sulle quali si hanno le maggiori sicurezze”.
Ad ogni modo, l’esperto invita comunque alla prudenza: gli studi pubblicati sino ad oggi sull’argomento sono pochissimi e non bisogna suscitare facili ed inutili speranze. Sulle staminali infatti, ha detto, ”e’ stato ancora pubblicato molto poco, due o tre articoli, all’estero, negli ultimi tre anni. Dal punto di vista della ricerca pubblica, cioe’, sembra non stia succedendo nulla, mentre per le ricerche fatte dalle industrie si aspetta il momento opportuno perche’ siano coperte dal brevetto. Penso – ha proseguito – ci sia stata una battuta d’arresto a livello mondiale, se si considera che l’Inghilterra, che ha reso legale la sperimentazione con le cellule staminali ormai dal 2001, ha dato finora solo due autorizzazioni a procedere. Si va quindi abbastanza a rilento, anche se ci sono al contempo paesi molto difficili da controllora su questo fronte, come Singapore, Corea e Cina”.
Inoltre, ha osservato Boncinelli, occorre anche fare chiarezza sul tipo di ricerca alla quale si punta: ”E’ molto diverso prendere cellule staminali per fare poi in laboratorio tessuti o parti di organi da trapiantare successivamente, e prendere staminali sporadiche da immettere direttamente nell’organo malato per vedere se c’e’ una ripresa. Nel primo caso – ha concluso l’esperto – e’ possibile fare previsioni, ma nel secondo si tratta un po’ di un azzardo, perche’ non ci sono ancora prove evidenti sui risultati di tali sperimentazioni”. (ANSA).