Servizio di screening metabolico neonatale Coletto: «Ci sono problemi, non ritardi»

«Sono amareggiato che lavorare in silenzio fino alla risoluzione del problema venga interpretato come dormiente immobilismo, anche perchè non è nel nostro dna trascurare la sofferenza della gente. Capisco, condivido ed ho grande rispetto ed anche riconoscenza per l’impegno con il quale un’associazione come Cometa Asmme si adopera sul fronte dello screening metabolico, ma assicuro che sulla questione, che peraltro ho ereditato, sto facendo tutto il necessario nei tempi più brevi possibile». Lo dice l’assessore regionale alla sanità Luca Coletto, al quale l’associazione si è rivolta acquistando una pagina su alcuni quotidiani veneti per sollecitare l’attivazione della macchina per lo screening metabolico neonatale allargato donata all’Azienda Ospedaliera di Padova.
Coletto ricostruisce la vicenda: «Quando il macchinario è stato donato – ricorda – l’Azienda ospedaliera di Padova ha dovuto progettare e realizzare dei lavori per il laboratorio che lo doveva ospitare: i lavori si sono conclusi in estate. Successivamente è stato installato un sistema robotico per gestire le analisi con maggiore velocità ed è stata implementata la parte informatica per rendere possibile a ogni ospedale veneto di ricevere on line le analisi dei propri pazienti. Nel frattempo le due Aziende ospedaliere di Padova e Verona hanno lavorato ad un protocollo operativo per coordinare la loro attività su questo fronte evitando così sovrapposizioni e sprechi: il protocollo è pronto e presenterò la relativa delibera alla Giunta regionale in una delle prossime sedute. Oggi il macchinario non è inutilizzato, ma effettua i controlli su pazienti già affetti da malattie metaboliche nelle more della sua completa utilizzazione».
«C’è poi la non secondaria questione dei finanziamenti – prosegue Coletto. Lo screening metabolico allargato che va attivato è una prestazione non prevista dai Livelli essenziali di assistenza nazionali (Lea) e il Governo nazionale, con la manovra del luglio scorso, ha impedito alle Regioni di utilizzare il fondo sanitario per prestazioni non inserite nei Lea. Ciò vuol dire che dobbiamo reperire all’interno del bilancio regionale non sanitario i 2 milioni 780 mila euro all’anno necessari per far funzionare il servizio. È un mio preciso impegno – assicura Coletto – far predisporre un emendamento alla manovra di bilancio 2012 che il Consiglio regionale affronterà a breve per far inserire questo finanziamento. Se l’assemblea veneta, che è sovrana, riterrà di accoglierlo, il servizio partirà a strettissimo giro, perchè tutta l’organizzazione di tipo sanitario è chiaramente definita».