Ricerca: Veronesi, In Italia Serpeggia Movimento Anti-Scientifico

Milano, 13 gen. (Adnkronos Salute) – In Italia serpeggia un movimento anti-scientifico. Le facolta universitarie sono deserte, i fondi per la ricerca sono pochi, la diffidenza dei cittadini verso il progresso biotecnologico e genetico e evidente: e’ una corrente sotterranea che percorre l’intera penisola e la espone al rischio di emarginazione, di obsolescenza, di regressione e di colonizzazione da parte dei Paesi piu attenti. A denunciarlo e il professor Umberto Veronesi, fondatore e direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, intervenuto oggi nel capoluogo lombardo al lancio della prima Conferenza mondiale sul futuro della scienza, in programma a Venezia, sull’isola di San Giorgio Maggiore, dal 21 al 23 settembre. Il rischio e duplice, ha avvertito l’ex ministro della Sanita. Il primo pericolo – ha spiegato – e che la popolazione non si renda conto delle enormi potenzialita della scienza. Il secondo, ancora piu grave, e che la scienza stessa possa evolvere indipendentemente, senza controllo. Se una cosa e tecnicamente possibile, state sicuri che qualcuno prima o poi la fara’. Un giorno, in silenzio, qualcuno clonera’ l’uomo e allora il mondo si trovera’ spiazzato. Di fronte a questa minaccia, e’ convinto l’oncologo, urge una nuova classe politica. Non solo in Italia, ma in tutta Europa servirebbe una Camera Alta: una direzione illuminata, che sappia scrutare il futuro. Serve un nuovo gruppo di pensiero erede del Club di Roma, ovvero del gruppo internazionale di intellettuali, fondato nel 1968, e interessato ai problemi dello sviluppo del genere umano. Veronesi pensa in particolare a un gruppo composto da scienziati da un lato e filosofi, teologi, economisti e politici dall’altro. Ma questo gruppo deve essere ufficializzato – ha precisato – riconosciuto come uno degli interlocutori del nostro futuro. Il problema, ha sottolineato l’ex ministro della Sanita, e’ che rispetto alle esigenze della scienza oggi il mondo politico e per certi versi indifferente. Il Parlamento non ha fatto leggi per promuoverne il progresso e le universita vivono di stenti. Ma per cambiare le cose bisogna agire sulla gente, creare una cultura scientifica nei cittadini. Il politico viene votato dalla gente. E per questo si convince della necessita di fare qualcosa se e la popolazione a fare pressione per ottenerla. Di per se, ha aggiunto infatti l’oncologo, il politico si preoccupa piu di accontentare i cittadini su bisogni piu’ banali, come la costruzione di uno stadio o un ponte. Preferisce fare qualcosa di molto piu popolare, piuttosto che occuparsi di scienza e finanziarla. Per la semplice ragione che finanziare la scienza significa avere risultati dopo cinque-dieci anni, e il politico di quello che succedera entro cinque-dieci anni ha un interesse limitato, perche’ forse per allora non occupera’ piu quel posto. La strada da fare e pero’ ancora lunga, ha continuato Veronesi, perche’ oggi la scienza ha perso la grande funzione trascinatrice e civilizzatrice che ha avuto negli ultimi 300 anni. E’ vissuta con indifferenza, o addirittura con paura, perche indubbiamente le sue potenzialita sono stravolgenti. Gli italiani temono che la scienza possa omologare, disumanizzare e togliere all’uomo la sua individualita’. Per questo ogni evoluzione crea resistenza, rigetto e contestazione. E accaduto nel 1500 con la rivoluzione guidata da Copernico, le cui teorie venivano giudicate assurde anche a distanza di oltre un secolo. Ed e accaduto negli anni ’60 con la rivoluzione informatica. Ma isolare il mondo scientifico puo anche diventare pericoloso, ha ribadito il medico. Da qui lidea della conferenza veneziana. Gli scienziati devono dialogare con i pilastri della societa civile – ha ripetuto – Bisogna fare breccia nel muro freddissimo che divide questi due mondi. I protagonisti di entrambi devono proiettarsi nel futuro, incominciare a ragionare per uno sviluppo armonico della societa’, per evitare i disastri di una scienza fuori controllo. Dovete allargare gli orizzonti del vostro sapere – e l’invito di Veronesi – perchè la conoscenza e l’unica cosa che distingue l’uomo dallanimale. Ci sono troppi dibattiti senza conoscenza. Serve l’umilta di capire: l’ignoranza non da diritti. (Opa/Adnkronos Salute)