REGIONE VENETO – Malattie metaboliche: Padrin, Bond e Cortelazzo ( Pdl), con provvedimento della giunta si è posta fine a una vergogna

(Arv) Venezia 19 giu. 2013 – “Finalmente si sta ponendo fine a una vergogna che andava avanti da fin troppo tempo. Non resta che accelerare i tempi e dare ai veneti un servizio pienamente operativo ed efficace in grado di prevenire morti e malattie tra i neonati”. Lo dichiara il presidente della commissione Sanità, Leonardo Padrin, con Dario Bond e Piergiorgio Cortelazzo, rispettivamente capogruppo e vicecapogruppo del Pdl in Consiglio regionale, commentando la bozza di delibera della giunta regionale che dà il via libera allo screening neonatale allargato per le malattie metaboliche. “In V Commissione avevamo messo l’assessore Coletto alle strette chiedendo a Zaia di intervenire direttamente e trovare una soluzione a questo annoso problema”, ricordano i tre esponenti del Popolo della Libertà. “Del resto, non si poteva perdere altro tempo soprattutto dopo aver sentito la storia di tanti piccoli malati e dei loro genitori protagonisti di diverse audizioni in Commissione. “Il provvedimento regionale – illustrano Padrin, Bond e Cortelazzo – afferma che il nuovo screening sarà attivo per tutti in nati in ambito regionale dal 1 gennaio 2014 e che a occuparsene saranno sia l’Azienda Ospedaliera di Padova sia l’Azienda Ospedaliera Universitaria integrata di Verona. Alla prima faranno riferimento per lo screening allargato le province di Padova, Venezia, Treviso e Belluno (con 26 mila nati all’anno), alla seconda Verona, Vicenza e Rovigo (con 19 mila nati all’anno). Dobbiamo poi guardare fuori Regione. Queste innegabili eccellenze potranno ulteriormente crescere se diventeranno centri anche a livello inter-regionale. – proseguono i tre esponenti del Pdl, che entrano anche nel dettaglio della tempistica – In una prima fase si indagheranno le malattie collegate al metabolismo degli amminoacidi, degli acidi organici e degli acidi grassi. In una seconda fase, fatta una verifica dei risultati, si potrà valutare l’introduzione di altre patologie come le malattie lisosomiali, quelle del sistema immunitario e altre legate agli amminoacidi (citrullinemia, omocistinuria)”. Il provvedimento regionale prevede anche il rinforzo occupazionale dei due centri. “A Verona spiegano ancora Padrin, Bond e Cortelazzo – spetteranno tre collaboratori tecnico-professionali laureati, un dirigente biologo e due medici, mentre a Padova si prevede un biologo con specializzazione in medicina di laboratorio, due tecnici di laboratorio, una unità per il personale amministrativo di segreteria, un medico per lo screening e un medico per la presa in carico assistenziale dei nuovi casi individuati proprio grazie allo screening. Questa è una risposta operativa e di civiltà. – concludono Padrin, Bond e Cortelazzo – “E’ stata una lunga battaglia ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Ora vigileremo sulla corretta applicazione di questo provvedimento”.