Progetto Brasile

Salgueiro 21/09/07

BrazilMi chiamo Lorenzo De Pasqual, sono italiano e da 4 anni sto facendo il volontario in Brasile e precisamente nella città  di Salgueiro (Stato di Pernambuco), nella zona denominata Sertà£o nordestino, sicuramente la più povera   di questo immenso paese.
Vivendo quotidianamente a fianco dei locali,   ci si accorge di quante cose necessita questo popolo a cui manca tutto il necessario (acqua, cibo, medicine, ecc…).
Naturalmente le situazioni che più prendono il cuore sono quelle che coinvolgono i bambini, la loro sofferenza non ha giustificazioni….accusa noi del primo mondo…ci fa male…
Tre anni fa sono stato interpellato da una mamma che cercava aiuto per i suoi due bambini affetti da una patologia a me sconosciuta, la fenilchetonuria. Mi chiedeva se nella mia Italia esistevano prodotti alimentari per questa patologia.(ho scoperto dopo che in Brasile, almeno nel nord-est non esistono, si incontrano in Bello Orizonte città  a duemila chilometri e sono importati dagli USA a prezzi proibitivi. Esempio: un pacco di spaghetti da mezzo chilo costa 25 $!!!)Le   ho detto che mi sarei informato e così è stato.
Ho incontrato Cometa Asmme di Padova che, nella persona della sua presidente Signora Anna Maria, si è detta disposta da subito, ad aiutarci. Non sto a raccontare l’emozione della mamma brasiliana, i ringraziamenti , i pianti di gioia quando ho comunicato che Cometa era disposta ad aiutarci gratuitamente inviando in Brasile alcuni di questi prodotti dietetici .
Nei miei frequenti rientri in Italia, c’è’ sempre stata una visita a Cometa per ringraziare, rinsaldare i vincoli, e rendere conto di cosa succedeva ai prodotti inviati. Nel frattempo in Pernambuco e’ sorta una associazione Apafen che raccoglie i bambini con questa patologia: attualmente sono 17 e dipendono alimentarmente dagli invii alimentari di Cometa A.S.M.M.E.. La efficente segretaria Elisabetta è estremamente puntuale nel mandare i pacchi,e non solo, a lei va il nostro grazie.

Poi da cosa nasce cosa, ok per gli alimenti, ma chi controlla a livello medico questi bambini?
Ed ecco un nuovo miracolo, conosco con mia moglie brasiliana il dottor Burlina, il quale si dice disponibile a vedere in Italia i bambini dell’associazione Apafen. La Presidente di Cometa A.S.M.M.E. Anna Maria dice che la proposta del dottore è   “come aver vinto la lotteria”: “non dobbiamo perderla”- ho pensato – “ci mettiamo subito al lavoro”. Cometa da la disponibilità  logistica, tentiamo attraverso gli Assessori regionali veneti di ottenere i biglietti aerei, ma la risposta non arriva, ritornando in Brasile chiedo aiuto e, sorprendentemente, mi viene assicurato dal governatore di questo stato che pagherà  il viaggio di andata e ritorno per questi bambini e gli accompagnanti. E’ fatta, questi piccoli pazienti possono essere visitati da uno specialista, l’emozione è grande, ma le difficoltà  non sono finite.
La situazione economica e culturale dei genitori di questi bambini fa si che solo due di loro possano venire in Italia. Parlo di situazione culturale perchè per molti genitori la malattia è una cosa a cui non ci si puo’ sottrarre: non si lotta ma si accetta, la tipica frase di rassegnazione è “se Deus quiser” (se Dio vuole)….dice tutto, ma questa è la loro cultura e dobbiamo rispettarla.

A livello medico sono seguiti in un ospedale di Recife, ma alla patologia non si da molta importanza. Dovrebbero fare ogni tre mesi i seguenti esami (dico dovrebbero, perchè la verità  è che solo 2 volte all’anno fanno i test):
PKU, Hemograma, Calcio totale e ionozavel, Fosfatase alcalina, Proteinas total e frazionata, Paratormonio, Elettroforase de proteina, Trigliceridi, Colesterol totale e frazione, Transaminasi, Ferro ferritina, T4, TSH.(ci può essere qualche errore nel nome degli esami), poi una dietologa da la dieta, ma se non incontrano   prodotti idonei alla loro dieta quindi privi di proteine, le   conseguenze sono note.

Ma ritornando al miracolo, manca ancora un tassello perchè si possa realizzare questo sogno almeno per i due bambini che possono venire: loro hanno già  il passaporto pronto ma chi paga le spese per gli esami e le visite mediche?
L’altro giorno Elisabetta attraverso una mail mi comunicava che si sta prodigando per trovare le risorse, a me non resta che pregare e sperare. Se qualche   ente o privato si accolla questo onere sia benedetto.
Alla presidente Anna Maria, al vice Cristiano, alla segretaria Elisabetta e a tutti gli associati di Cometa Asmme giunga, a nome mio e di mia moglie, un sentito grazie di cuore per quello che fate e farete a favore dei piu’ bisognosi.
Che Dio vi ricompensi tutti del bene che fate.

Lorenzo.

Ps. Sono disponibile per tutte le spiegazioni necessarie.