| Teatro Carcano - Milano |
Spettacolo teatrale "Profumo di mistero" di S. Donadoni recitato dalla compagnia teatrale TDA Arcoba
16/06/2008- leggi l'articolo
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| Dolo (VE) |
Festa delle associazioni di volontariato - nostra presenza per sensibilizzazione e raccolta fondi
08/06/2008- leggi l'articolo
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| Teatro San Marco - Vicenza |
Spettacolo teatrale "PENSACI GIACOMINO" di L. Pirandello rappresentato dalla compagnia teatrale Il C
06/06/2008- leggi l'articolo
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| San Nicolò - Padova |
PORTE APERTE 2008
dalle ore 10.00 alle 18.00 presso la sede di Cometa A.s.m.m.e. in via Monte Sa
06/06/2008- leggi l'articolo
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| Cometa A.S.M.M.E e F.I.TA. insieme |
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LE ORIGINI DEL TAEKWONDO
Le origini del
Taekwondo si fanno risalire a circa 2000 anni fa, quando l'attuale
Corea era divisa in tre regni. Il più piccolo di essi, Silla, sviluppò
e perfezionò un sistema di difesa e attacco che contribuì molto alle
vicende storico militari del regno. Anche negli altri regni si
diffusero man mano diversi sistemi di combattimento di cui restano
ampie tracce in affreschi e pitture murali rinvenute nelle tombe
risalenti ai primi secoli dopo Cristo.
Dopo l'unificazione in un solo regno, l'arte del combattimento, che
nelle diverse epoche assunse diversi nomi (SUBAK, TAEKKYON, HWARANGDO
ecc.), si evolse e diffuse tra la popolazione, diventando molto
popolare tra gli usi e costumi locali e nell'addestramento militare.
Sotto l'occupazione giapponese questa arte subì un momentaneo
appannamento per il predominio e l'imposizione della cultura del
Giappone, ma dopo la liberazione le diverse scuole di combattimento
ripresero vigore e negli anni cinquanta si unificarono prendendo il
nome definitivo di Taekwondo. Il taekwondo divenne Sport Nazionale (fu
inserito nei Giochi Nazionali Coreani fin dall'inizio dei '60) e
contemporaneamente iniziò a diffondersi nel mondo, distinguendosi dalle
altre discipline per la particolare efficacia, dinamismo e
spettacolarità delle sue tecniche di gamba (calci circolari ed in volo,
calci multipli).
CHE COS'È
Taekwondo (pron.: Tecondò) - dal
coreano Tae "colpire col piede, kwon "pugno" e do "arte". Metodo di
combattimento di antica origine coreana. Praticato sin dal 1° sec. a.C.
come arte marziale, il Taekwondo si è affermato come disciplina
sportiva di combattimento nella seconda metò del sec. XX,
distinguendosi dagli altri sport marziali per la particolare efficacia,
dinamismo e spettacolarità delle sue tecniche di gamba (calci circolari
ed in volo, calci multipli).
Diffuso in tutti i continenti (160 le nazioni affiliate alla World T.
Federation, 46 in Europa, 50 milioni i praticanti), il Taekwondo è
stato ammesso inizialmente come sport dimostrativo ai Giochi Olimpici
di Seoul '88 e Barcellona '92, per poi essere inserito come sport
olimpico ufficiale dalle Olimpiadi di Sidney 2.000. Gli atleti, divisi
per sesso, età e categorie di peso (otto), indossano la tradizionale
divisa bianca (dobok) con cintura, sono muniti di protezioni (casco e
corpetto) e si affrontano su un quadrato di 12m x 12m.
I colpi validi per il punteggio possono essere diretti solo sul tronco
o al volto dell'avversario usando il piede; usando il pugno il solo
bersaglio valido è il tronco. Il combattimento, della durata di tre
riprese di tre minuti ciascuna con 60" di intervallo, è diretto da un
arbitro centrale coadiuvato da tre giudici d'angolo. Dai punti validi
si sottraggono le eventuali penalizzazioni per tecniche proibite
(spingere, colpire il viso col pugno, colpire col ginocchio, atterrare
l'avversario ecc.). L'incontro di Taekwondo, oltre che con la vittoria
ai punti, può concludersi per abbandono, squalifica, K.O., intervento
arbitrale.
LA STORIA DELLA FITA
La storia del Taekwondo Italiano
Gli studiosi ci hanno insegnato che la "Storia" non procede linearmente
ma piuttosto per brusche accelerazioni, strappi, momenti di stasi,
insomma non è una "passeggiata". Anche il Taekwondo non si sottrae a
questa norma e sebbene la sua storia in Italia abbia inizio appena 30
anni fa, possiamo già distinguere alcune pietre miliari, alcune svolte
che ne hanno segnato anche in modo brusco il cammino.
1965 - L'INIZIO
L'attuale Presidente Federale, Dr. Park Sun
Jae, nel 1965 è "il Maestro". Grazie a lui si formano i primi nuclei di
praticanti. Il TKD si diffonde lentamente ma costantemente nell'Italia
centro-meridionale. L'interesse che si crea intorno a questa disciplina
suggerisce la creazione della FITKD, Federazione Italiana Taekwondo,
che nasce come affiliata alla I.T.F., un'associazione internazionale di
Maestri che aveva iniziato la diffusione del TKD in Europa e negli USA.
Pur tra mille difficoltà la strada è ormai tracciata, il TKD comincia a
farsi conoscere in Italia e l'Italia, a sua volta, in campo
internazionale. Addirittura sorprendente può essere considerato il
risultato ottenuto ai mondiali I.T.F. a Montreal, Canada, nel 1974: gli
azzurri dopo le tre prove di forma, combattimento e potenza conquistano
un prestigioso 1° posto!
1975 - IL PASSAGGIO ALLA W.T.F.
Dopo dieci anni ecco il primo strappo, la prima seria svolta. Nel
panorama internazionale accanto alla I.T.F. lavora un'altra
federazione, la W.T.F., che sembra rappresentare nel modo migliore, sia
sul piano dei regolamenti che su quello strutturale, il mondo del
Taekwondo. La decisione del Dr.Park è sofferta, coraggiosa ma al tempo
stesso inevitabile.
Nonostante i legami di amicizia e nonostante la buona posizione
dell'Italia nella nicchia dell'I.T.F., il Presidente decide di far
entrare la FITKD nella W.T.F., un'organizzazione sostenuta tra l'altro
dal governo coreano e che in poco tempo riesce a farsi valere
nell'ambito sportivo mondiale ufficiale. È il 1975, si va in Corea, al
2° Campionato Mondiale WTF, lasciando per sempre i regolamenti
rassicuranti ma ormai obsoleti e inadatti allo sport (il "controllo"
sulle tecniche - tra l'altro erano in pochi ad eseguirlo correttamente!
- risultava essere un mezzo bluff che copriva carenze teoriche e
tecniche).
L'uso della corazza, tanto per fare un esempio, sgombra il campo da
vecchie e nuove ipocrisie. La trasformazione, il passaggio alla W.T.F.,
si rivela una salutare doccia fredda. Qualcuno non condivide e
preferisce scendere dal carro, ma la FITKD va avanti e i risultati
sportivi seguono parallelamente il percorso intrapreso dalla
Federazione. Al 2° Campionato Europeo (disputato nel 1978 a Monaco) gli
azzurri salgono per due volte sul podio, conquistando una medaglia
d'oro e una d'argento.
1980 - LA FITKD SI SCIOGLIE, ADESIONE ALLA F.I.K.d.A.
Ed eccoci al secondo scossone della nostra adolescenza sportiva: il
Taekwondo italiano sta raccogliendo risultati di particolare rilievo e
conforto, tanto in campo nazionale quanto in quello internazionale. La
FITKD - affiliata alla ETU (Federazione Europea) ed alla WTF -
praticamente è l'unico referente politico-organizzativo per il TKD in
Italia.
Nel frattempo, però, molte cose stanno nuovamente cambiando a livello
internazionale. L'importanza che la disciplina sta assumendo a livello
mondiale fa sì che anche il movimento olimpico si interessi da vicino
al taekwondo. Così la WTF, ufficialmente affiliata al GAISF, si
appresta ad essere riconosciuta dal CIO (Comitato Olimpico
Internazionale). In questo modo potrà negli anni seguenti avere accesso
al prestigioso palcoscenico delle Olimpiadi e, proprio per questo
motivo, le singole Federazioni devono trovare un ambito ufficiale nei
rispettivi paesi. Anche l'Italia deve sottostare a questa regola e così
la FITKD si vede costretta nel 1980 a sciogliere la sua solida ma
piccola e privata organizzazione ed entra nella FIKDA che, tramite la
FILPJ, risulta essere in quel particolare momento l'unica struttura per
le discipline di combattimento ad avere un qualche riconoscimento
ufficiale in Italia.
Si forma così il settore Taekwondo, alla cui direzione viene nominato
il Dr. Park. Pensare di dover passare dal ruolo di Presidente Federale
a quello di responsabile di settore potrebbe far storcere il naso a
chiunque ma in questo momento il taekwondo ha bisogno soprattutto di
crescere a livello strutturale. Il Dr. Park se ne rende perfettamente
conto ed è per questo che accetta, prendendo una decisione che nel
tempo si rivelerà vincente. Per tutti i praticanti è un momento molto
delicato. La sensazione che tutti hanno è quella di passare da una
"famiglia" ad una organizzazione certamente più importante e
organizzata ma, al tempo stesso, più fredda e informale. A qualcuno,
naturalmente, non piace la situazione creata e la scelta presa, ma la
nave va nella direzione giusta.
1985 - LA PRIMA VOLTA DELLA FITA E DELLA FITAK
Gli anni Ottanta, cominciati sotto il segno di importanti cambiamenti,
continuano ad offrire passaggi che risultano decisivi nella crescita e
nello sviluppo del Taekwondo. In Italia nel 1982 la FIKDA si trasforma
nella FIKTEDA (Federazione Karate Taekwondo e discipline associate) ed
è associata alla FILPJ.
Al Congresso di Berlino del 1985 il CIO vota a favore dell'introduzione
del Taekwondo tra le discipline a carattere dimostrativo e fissa il
debutto proprio in Corea, dove nel 1988 sono in programma i Giochi di
Seoul (dove l'Italia saprà ben figurare ancora una volta nel confronto
con le altre nazionali, conquistando una medaglia d'argento). È un
colpo grosso, una promozione importantissima sebbene ancora si parli di
sport dimostrativo e non ufficiale. Una promozione su cui molti non
avrebbero scommesso, soprattutto tra gli addetti ai lavori di alcune
discipline "concorrenti".
Il Presidente della FILPJ, Dr. Pellicone, decide di dare un "segnale"
ed appoggia la candidatura del Dr. Park a Presidente della FIKTEDA. È
il momento in cui il settore Karate si spacca in due: da una parte
molti appoggiavano la decisione del Dr. Pellicone, dall'altra c'era
però chi preferiva un personaggio del mondo del Karate. Dopo un breve
periodo, risulta indispensabile la creazione della Federazione Italiana
Taekwondo (FITA) a cui, dopo poco tempo, decide di aderire persino una
corrente modernista del Karate.
Dalla nuova unione nasce la FITAK, di cui rimane Presidente il Dr.
Park.
I due settori nel corso degli anni crescono notevolmente, sia sul piano
della qualità che sul quello della quantità. Si arriva così
agli sviluppi più recenti.
1995 - LA SECONDA VOLTA DELLA FITA
In campo internazionale il Taekwondo viene considerato l'astro nascente
degli sport moderni e in pochi anni conquista una posizione non più
marginale. Il Dr. Kim Un Yong, Presidente della WTF, diventa membro del
Consiglio Esecutivo e poi Vice Presidente del CIO. Il Taekwondo
partecipa anche alle XXV Olimpiadi di Barcellona '92 (con gli azzurri
nuovamente in evidenza con un argento e due bronzi).
La crescita del Taekwondo a livello internazionale si fa sempre più
rapida e importante tanto da arrivare alla definitiva promozione del
1994: al Congresso di Parigi il CIO adotta il Taekwondo come sport
ufficiale, con il debutto annunciato per le Olimpiadi di Sydney 2000. È
un premio che arriva dopo tanti anni fatti di piccoli passi e grandi
sacrifici, è la realizzazione del sogno di milioni di praticanti e
dirigenti, è la speranza per tanti atleti che potranno dire " Io
c'ero!". Per l'Italia, così come per altre nazioni, è una grossa
occasione, sia sul piano sportivo che su quello strutturale.
È evidente a questo punto la necessità di creare una struttura
organizzativa più snella e indipendente, una Federazione solo per il
Taekwondo. D'altra parte in tutti i paesi del mondo i Comitati Olimpici
Nazionali hanno formato delle Federazioni indipendenti di Taekwondo. Il
Dr. Park si rende perfettamente conto che è necessario non perdere
tempo e che per il prestigio dell'Italia nel mondo e per il futuro dei
praticanti italiani è necessario questo nuovo scossone. Il momento è
favorevole. Quando il settore Karate decide di entrare nella FILPJ e di
formare un quarto settore al suo interno, il Taekwondo, pur
riconoscente alla FILPJ per quanto aveva fatto fino ad allora, chiede
ed ottiene dal CONI di rimanere da solo e di formare una Federazione
Associata direttamente ad Comitato Olimpico Nazionale. Nasce la FITA.
Anche in questa occasione non mancano i dubbi, le incertezze. Alcuni
ritengono che sia più sicuro rimanere ancora inseriti nella struttura
della "mamma" FILPJ. Ormai però i tempi sono maturi, l'adolescenza è
finita ed il Taekwondo italiano ha la capacità e le energie necessarie
per continuare il viaggio, contando sulla sua unità di intenti e
sull'entusiasmo di migliaia di associati. La scelta del presidente Park
risulta difficile ma, ancora una volta, vincente.
Associazione al CONI
All'interno del Taekwondo la decisione di una vita indipendente era già
stata presa ma far sì che dalla teoria si passasse alla pratica non era
certa impresa facile. Prezioso, in questo senso, fu l'aiuto che al
Taekwondo ed alle sue aspirazioni alla "maturità" venne dal Presidente
della WTF, che forte del suo prestigio e della sua posizione autorevole
nel CIO chiese direttamente al Presidente del CONI, Dr. Mario Pescante,
di concedere al Taekwondo in Italia l'indipendenza richiesta. Una
scelta difficile, da parte degli stessi vertici del CONI che però alla
fine, valutata la posizione del TKD in campo internazionale, la sua
unità di intenti in campo nazionale, la serietà del lavoro svolto ed i
successi agonistici riportati pur tra mille difficoltà, decisero di
dare il proprio assenso. I sacrifici degli anni precedenti, sia sul
piano sportivo che su quello federale, risultarono avere alla fine un
ruolo importante nel far pendere la bilancia dal verso giusto. Nel 1995
il CONI riconosce la FITA come Disciplina Associata.
Federazione Ufficiale nel CONI
A dicembre 2000 il CIO conferma il Taekwondo ai Giochi Olimpici di
Atene 2004 e sempre a dicembre 2000 il CONI riconosce la FITA ai fini
sportivi come Federazione Sportiva Nazionale. Nel mese di luglio 2001
la FITA viene inserita nel registro delle persone giuridiche e ad
agosto 2001 il Presidente partecipa per la prima volta con diritto di
voto al Consiglio Nazionale del CONI.
Gianmario, un nostro amico...
Lettera del vice presidente F.I.TA.
Immagini dei campionati F.I.T.A.
Sito Internet F.I.TA.
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