Malattie Rare, dal Senato voto che impegna il Governo a numerosi miglioramenti del sistema


Tutte le mozioni sul tema trasformate in ordine del giorno e approvate all’unanimità.
L’elenco delle 109 patologie potrebbe essere ampliato. Più sostegno ai farmaci innovativi e facilitazioni per la loro effettiva disponibilità in tempi brevi

Una seduta ordinata, partecipata e priva di polemich: questo hanno reso le immagini della seduta del Senato di mercoledì scorso, avente ad oggetto malattie rare e dei farmaci orfani. Unità e unanimità le parole conclusive. Unità perché le tante mozioni sul tema, alcune giacenti da anni, come quella della Senatrice Laura Bianconi datata addirittura 2008, sono state riunite in un unico ordine del giorno; unanimità perché con questo esito si è conclusa la votazione che impegna ora il Governo a fare molto, e possibilmente presto, per migliorare la vita di chi è affetto da malattie rare. “Esprimo posizione favorevole del Governo su tutti i punti contenuti nell’ordine del giorno – ha detto infatti il Ministro della Salute Renato Balduzzi –  non solo gradito ma molto gradito. Desidero sottolineare – ha poi aggiunto – che non siamo il fanalino di coda in Europa, sono ormai 10 anni che abbiamo una rete nazionale sulle malattie rare e molto è stato fatto. In Italia è disponibile l’80 per cento dei farmaci autorizzati a livello europeo dall’EMEA e nel 2010 è stata registrata una spesa di 661 milioni per rimborsarli. Siamo al primo posto per valori relativi nell’UE”.     

Il bicchiere dunque è mezzo pieno, ma ciò non vuol dire che non si possa e non si debba fare di più. E proprio verso questo ulteriori e indispensabili passi avanti l’ordine del giorno approvato impegna il Governo (per l‘ordine del giorno integrale, gentilmente messo a disposizione da Nomos Centro Studi Parlamentari, clicca qui).    

I  principali punti approvati all’unanimità impegnano dunque l’esecutivo a:
* produrre, nel più breve tempo possibile, la relazione tecnica necessaria alla prosecuzione dell’iter legislativo del testo unificato dei disegni di legge sulle malattie rare in discussione in 12a Commissione;    
* adottare un piano nazionale per le malattie rare, con durata triennale, al fine di garantire un equo accesso ai servizi sociosanitari su tutto il territorio nazionale;
* valutare l’opportunità di aggiornare l’elenco delle malattie rare, inserendo tutte le patologie riconosciute come rare secondo i criteri dell’Unione europea;
* recepire le raccomandazioni del Consiglio europeo in materia dei farmaci cosiddetti orfani;
* garantire ai pazienti un equo accesso ai servizi socio-sanitari;
* stabilire piani per il trattamento domiciliare, e ad agevolare la predisposizione di una normativa che preveda l’autorizzazione temporanea di utilizzo per favorire l’accesso ai farmaci innovativi cosiddetti orfani, mutuando il modello francese;
* favorire la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci e terapie, attraverso un apposito piano di incentivi alla ricerca basato sulla defiscalizzazione degli investimenti nel settore e sulla costituzione di un apposito fondo;
* rivedere le disposizioni riguardanti i farmaci previste dall’articolo 17, comma 1, lettera b) del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 111 del 2011, recante “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”, al fine di prevedere, nell’ambito del regolamento ivi richiamato, un regime applicativo particolare per i farmaci orfani”

Quest’ultimo punto, contenuto originariamete nella mozione presentata dalla Sen. Bianconi, per chi non fosse pratico del linguaggio ‘tecnico’, significa di fatto escludere dalla partecipazione al ripiano della spesa sanitaria per farmaci ospedalieri i farmaci destinati alla cura delle malattie rare, che proprio per i particolari controlli a cui la loro erogazione viene sottoposta non posso, per definizione, essere utilizzati in maniera inappropriata.    


LE PATOLOGIE RARE ESENTI, VERSO UN AMPLIAMENTO ULTERIORE RISPETTO ALLA’ LISTA DELLE 109′

Durante il dibattito, e nelle finali dichiarazioni del Ministro, una particolare attenzione è stata data alla ormai datata questione della discriminazione di fatto esistente tra le malattie rare incluse nell’elenco di quelle esenti e le malattie, scientificamente definite come rare, ma non incluse e per i quali i pazienti ricevono una tutela di serie B con gravi ripercussione tanto sui servizi di cui possono avvalersi che sul peso economico della malattia stessa per la famiglia.
“L’impegno di questo ministero e del sottoscritto – ha voluto sottolineare Balduzzi – è riuscire, attraverso un nuovo patto per la salute, a recuperare la lista delle 109 malattie rare e non solo- Essendo infatti passati alcuni anni da quando questa è stata determinata dovrà essere sottoposta ad un aggiornamento”. Il Ministro ha così accolto le numerose osservazioni in merito, tra cui quelle della Senatrice Emanuela Baio, che ricordava come pur aggiungendo quella lista di patologie (definita nel 2008) molte altre sarebbero comunque, ingiustificatamente, rimaste fuori.
tratta di un passo in avanti decisamente importante, soprattutto se si considera che negli ultimi anni mai c’era stata una apertura tale e che, anzi, pur avendo il ministro Fazio più volte riconosciuto l’importanza dell’aggiornamento della lista, era stato sempre mantenuto fermo il ‘ma’ relativo alla copertura finanziaria e mai si era ipotizzato che quella lista potesse essere ampliata. 
Dalle parole del Ministro è apparso chiaro che la questione dei nuovi LEA – o comunque dell’ampliamento delle malattie rare esenti -  sarà probabilmente trattata con priorità, e che allo stesso tempo dovrebbe avviarsi un lavoro volto a rendere di effettivo utilizzo alcune norme già esistenti, come quelle relative all’autorizzazione temporanea di utilizzo dei farmaci. C’è poi un orizzonte temporale definito, quello del 2013, entro il quale il Governo si impegna a mettere a punto un ‘piano nazionale delle malattie rare’: tutto quanto si potrà fare auspicabilmente prima dovrà avere una logica in grado poi di trovare integrazione in quel quadro complessivo.