Malattie metaboliche: assessore Coletto annuncia avvio centri di Padova e Verona

“Martedì prossimo porterò in votazione in Giunta la delibera che darà avvio in Veneto allo screening neonatale per le malattie metaboliche rare”. Lo ha annunciato oggi l’assessore alla Sanità Luca Coletto alla commissione consiliare di palazzo Ferro-Fini, presieduta da Leonardo Padrin. L’annuncio è stato accolto con particolare soddisfazione da parte della commissione e del presidente, impegnati ormai da almeno due legislature a trovare una soluzione all’annosa diatriba tra i due centri delle aziende ospedaliere di Padova e Verona, in competizione tra loro per la gestione dello screening neonatale di massa (da effettuare in modo sistematico e capillare sui 50 mila bambini che ogni anno nascono in Veneto) e per il riconoscimento del relativo costo, dato che questo tipo di prestazione sanitaria non rientra nei livelli essenziali di assistenza garantiti dal Ssn. “La commissione – dichiara Padrin – ha impegnato l’assessore a dare finalmente una soluzione a questo problema, individuando nelle due aziende ospedaliere di Padova e di Verona i due centri titolati per lo screning neonatale e la conseguente diagnosi di eventuali patologie rare. Padova e Verona si divideranno in modo equo i neonati del Veneto, mettendo finalmente in funzione la sofisticata apparecchiatura Tandem-mass spettrometria di cui entrambe sono dotate”. Nei giorni scorsi l’associazione Cometa-Asmme, che rappresenta le famiglie dei malati affetti da malattie metaboliche, aveva nuovamente denunciato sui quotidiani veneti, acquistando una pagina a pagamento, la mancata messa in funzione dell’apparecchiatura del valore di 300 mila euro che l’associazione stessa ha provveduto a donare al Centro malattie metaboliche di Padova per consentire l’avvio dello screening su ogni nuovo nato, grazie al prelievo di una goccia di sangue nelle prine 48 ore di vita. “Il provvedimento di Giunta di martedì prossimo – conclude Padrin – sdoganerà finalmente il centro malattie metaboliche di Padova, già attrezzato e pronto a partire con lo screening, e imporrà a Verona di adeguarsi quanto prima, in modo di garantire le medesime prestazioni ai nati del Veneto Occidentale”.