LA BIOTECNOLOGIA FA BENE ALLA SALUTE, DICE L’INDUSTRIA

Bruxelles, 15 febbraio 2005 – La soluzione per colmare il divario con gli Usa nel campo delle biotecnologie è duplice, affermano i rappresentanti della European healthcare biotechnology: creare un mercato borsistico paneuropeo, ed ‘europeizzare’ il concetto Yic (Young Innovative Companies). Il punto della situazione è stato fatto in occasione del lancio di Bio Impact, il primo studio scientifico sull’impatto dei farmaci di origine biotecnologica sulla qualità della vita e la speranza di vita dei pazienti, svoltosi il 10 febbraio a Parigi e Bruxelles. Durante la manifestazione, l’industria biotecnologica ha anche sollecitato un sistema a livello europeo di rintracciabilità rapida per la registrazione dei prodotti innovativi e una politica comune per il rimborso dei prodotti innovativi da parte degli organismi nazionali di previdenza sociale. Il concetto Yic, che viene attualmente sviluppato in Francia, implica l’abolizione dei costi sociali, delle tasse sul reddito e delle tasse sulle plusvalenze per le aziende create negli ultimi 15 anni e che destinano almeno il 15% dei loro investimenti alla R&s (Ricerca e sviluppo). ‘L’europa dev’essere indipendente nel settore sanitario, così come dev’esserlo nella difesa, afferma Philippe Pouletty, presidente di France Biotech e vicepresidente di Europabio (l’associazione delle bioindustrie). ‘Il divario tra Ue e Usa in termini di biotecnologie è enorme, ed aumenta. Il rapporto tra investimenti nell’Ue e negli Usa è pari al 17%, una cifra certo non buona. Il Pil europeo è simile, ma la popolazione è maggiore, e se non vogliamo dipendere dalla R&s americana non possiamo permetterci di restare indietro’. Le biotecnologie sono un settore strategico, da cui nasce il 50% dei nuovi farmaci, in particolare quelli più innovativi (insulina, ormoni della crescita, vaccini, anticorpi monoclonali per il trattamento dei tumori, terapie cellulari). Circa 250 milioni di pazienti hanno già tratto benefici dai progressi delle biotecnologie, in termini di diagnosi e di trattamento. Secondo Bio Impact, le medicine offrono soluzioni terapeutiche più sicure ed efficienti ed effetti collaterali ridotti, specialmente nelle condizioni in cui la necessità insoddisfatta di medicinali è elevata (cancro, malattie cardiovascolari, diabete, emofilia, sclerosi multipla, epatite, anemia, malattie infiammatorie, deficienza di ormoni della crescita). Ma le biotecnologie sono utili anche in caso di malattie rare, che spesso sono di origine genetica. Nel campo delle biotecnologie, oltre 1.500 Pmi (Piccole e medie imprese) europee lavorano allo sviluppo di nuovi prodotti terapeutici. Secondo l’industria biotecnologica, è cruciale stimolare il contesto in cui operano queste aziende innovative e rafforzarne i legami con la ricerca accademica e l’industria farmaceutica. La biotecnologia è ad alta intensità di capitale, prima di completare lo sviluppo di nuovi farmaci, un’azienda può non guadagnare niente anche per dieci anni, e ciò richiede ovviamente investimenti importanti a lungo termine. Il settore industriale riconosce che il quadro europeo sta migliorando, ma sostiene che mancano ancora alcuni elementi fondamentali. ‘Le aziende europee soffrono per la frammentazione degli asfittici mercati borsistici europei, e per il disinteresse degl’investitori nelle azioni tecnologiche. La strada del mercato azionario è indispensabile per la crescita delle aziende biotecnologiche, che hanno bisogno di capitale dell’ordine di varie centinaia di milioni di euro per sviluppare il primo farmaco e divenire redditizie. L’assenza di possibilità di accedere al mercato borsistico penalizza e compromette inoltre il finanziamento delle start-up biotecnologiche, dato che i capitali di rischio continuano a finanziare le aziende già esistenti piuttosto che quelle nuove’, spiega France Biotech. Per soddisfare gli obiettivi di Lisbona, l’Europa deve far presa sul settore privato, specialmente in aree ad elevato potenziale di crescita, aggiunge Europabio: ‘Le Yic hanno questo potenziale di crescita e restano una fonte largamente vergine d’innovazione e crescita occupazionale’. Secondo Europabio, le Yic costituiscono per i governi un investimento a reddito economico elevato. L’industria chiede inoltre che siano alleggerite le pratiche amministrative che oggigiorno scoraggiano lo sviluppo e che venga ridotto il tempo necessario per l’approvazione di un prodotto. Ysbrand Poortman, della Epposi (European platform for patient organisations, science and industry), ha chiesto un rimaneggiamento dell’attuale sistema di rimborso delle spese sanitarie per includervi anche i prodotti biotecnologici. ‘Il sistema attuale finisce col ‘chiudere la stalla quando i buoi sono scappati’, ha detto Poortman. ‘Grazie alle biotecnologie è possibile prevedere tempestivamente le malattie e cominciare il trattamento prima che il danno sia irreparabile. Dobbiamo lavorare su un nuovo sistema sanitario più orientato alla diagnosi precoce e alla prevenzione, più sensato dal punto di vista economico’, ha aggiunto. Secondo l’industria, il pubblico dev’essere informato dei benefici delle biotecnologie. ‘Ora che stiamo ottenendo risultati, dobbiamo dimostrare che ha un senso dare fiducia e soldi al settore’, ha affermato Erik Tambuyzer, vicepresidente di Europabio. Riferendosi alla decisione belga del 10 febbraio di bloccare il rimborso dei farmaci biotecnologici, Tambuyzer ha dichiarato: ‘Il problema è che si parla troppo dei pazienti ma troppo poco con i pazienti, le cui opinioni non vengono considerate. I pazienti e la loro qualità di vita sono ostaggio dei problemi finanziari’. In Europa, le biotecnologie stanno diventando importanti investitori nelle Tic (Tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni), anche se i prodotti biotecnologici non hanno ancora raggiunto i pazienti, si è lamentato Tambuyzer. La gente deve ricordare quello che le biotecnologie hanno già fatto per la società, ha aggiunto Johan Vanhemelrijck, segretario generale di Europabio. ‘Il test diagnostico per controllare la qualità sanitaria del cibo è un prodotto biotecnologico, così come il test del Dna. Consideriamo questi strumenti del tutto normali, ma dobbiamo ricordare tutta la ricerca che abbiamo dovuto fare per arrivarvi. Il pubblico dimentica troppo rapidamente’, ha concluso. Per ulteriori dettagli sull’indagine Bio Impact: http://www.Bioimpact.org