Isolate cellule per riparare il fegato

“Il Gazzettino Online 27 Novembre 2002 L’annuncio a Padova all’inaugurazione della “fabbrica” di componenti staminali Isolate cellule per riparare il fegato Padova Una ricerca che apre nuove frontiere nella terapia delle malattie epatiche. L’équipe del professor Maurizio Muraca dell’Azienda ospedaliera di Padova, in collaborazione con il Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles, ha isolato dal midollo osseo di donatori adulti un ceppo fino ad oggi sconosciuto di cellule staminali che possono dare origine a tutte le cellule del fegato. Un primo studio eseguito in animali di laboratorio – alcuni ratti – ha dimostrato che queste cellule possono riparare un danno epatico acuto arrivando a ricostruire fino al 65% del fegato. L’importante risultato – frutto dell’impegno dello staff di Muraca e dei gruppi di studio dei professori Giampietro Giron e Giorgio Gerunda, del dottor Alberto Burlina e della dottoressa Giustina De Silvestro – ha ricevuto tre premi internazionali negli Stati Uniti e in Europa e un riconoscimento speciale in Italia. Anche alla luce di queste nuove acquisizioni si pensa che, in un futuro, le cellule staminali isolate dal midollo osseo dell’adulto potranno essere usate per la cura di malattie metaboliche congenite e dell’insufficienza epatica acuta o cronica, in sostituzione al trapianto di fegato o per migliorare l’esito del trapianto stesso. “Una ricerca di fondamentale importanza”, l’ha definita ieri il direttore generale dell’Azienda Gianpaolo Braga inaugurando in Policlinico il nuovo laboratorio per la terapia cellulare delle malattie metaboliche. Costato circa 400mila euro, è il primo nucleo della futura Cell factory, la “fabbrica” delle staminali che sorgerà nell’area dell’ex Istituto zooprofilattico. Esprimendo la sua soddisfazione per i risultati scientifici raggiunti, l’assessore regionale alle politiche sanitarie Fabio Gava ha messo in evidenza che la Cell factory sarà il laboratorio di studio sulle staminali di cui il Veneto si doterà in uno spirito non competitivo ma collaborativo. L’Ospedale di Padova ha iniziato da tempo un progetto di terapia cellulare delle alterazioni metaboliche, articolato in due applicazioni: il trattamento dell’insufficienza epatica acuta con fegato bioartificiale e il trapianto di epatociti (cellule “adulte” del fegato) e di cellule staminali (cellule giovani, capaci di riparare organi e tessuti). “Il fegato bioartificiale, contenente cellule epatiche, è stato sperimentato a Padova nell’ambito di uno studio internazionale che ha coinvolto 18 centri tra Usa e Europa, arruolando 171 pazienti. Questi – ha spiegato Muraca – hanno avuto un aumento di sopravvivenza del 47% rispetto ai soggetti trattati con terapia tradizionale”. Altro tassello importante nell’applicazione clinica della “terapia cellulare”, l’innesto intraepatico di epatociti prelevati da un fegato di donatore cadavere, il primo eseguito in Europa. Protagonista una donna di 46 anni affetta da una malattia ereditaria del metabolismo glucidico che la costringeva ad assumere pasti ricchi di glucosio ogni tre ore. Ora la paziente sta bene. Federica Cappellato”