Fenilchetonuria, una nuova speranza dai chaperoni farmacologici. Per ora testati solo sui topi

La Fenilchetonuria (PKU), rara malattia metabolica, è causata da una carenza ereditaria dell’enzima fenilalanina-idrossilasi (PAH) che converte l’aminoacido essenziale, la fenilalanina, in un altro aminoacido, la tirosina. La mancata conversione provoca un accumulo di fenilalanina. Attraverso un meccanismo non ancora chiarito, l’eccesso di fenilalanina diventa tossico per il sistema nervoso centrale.

Il cofattore naturale di PAH, la tetraidrobiopterina, può agire come un chaperone farmacologico (PC) che preserva la funzione enzimatica. Tuttavia, BH (4) presenta un’efficacia limitata in alcuni genotipi PKU e la sua sintesi chimica è molto costosa.

Un recente studio austriaco, pubblicato su Human Molecular Genetics, ha identificato alcuni chaperoni farmacologici alternativo per il trattamento della PKU. Le molecole candidate erano 84, ma solo due composti hanno dimostrato la possibilità di migliorare la PKU nei topi.

Si tratta di benzylhydantoin e 6-ammino-5-(benzilammino)-uracile, in grado di migliorare l’ossidazione in vivo due volte più efficacemente della teraidrobiopterina.
Questi test, effettuati per ora unicamente sul modelle animale, saranno di grande utilità per le successive sperimentazioni.

Per ulteriori informazioni sulla Fenilchetonuria potete consultare Orphanet.