Esami gratuiti per i fabici Ma pochi lo sanno

Esami gratuiti per i fabici Ma pochi lo sanno
Esami gratis per i fabici. Ma non tutti i malati difavismo
sono informati del beneficio. E anche qualche medico ignora la particolare esenzione. La segnalazione arriva da alcuni lettori che hanno denunciato il fatto alle autorità snaitarie. E dalla Asl arriva la conferma: gli esami di routine no pagano il ticket. Nella tabella dell’Istituto Superiore di Sanità (www.ministerosalute.it), sulle patologie esenti che danno il diritto all’esenzione della partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie, sono individuate alcune “malattie rare”, tra cui il favismo. Identificato col codice di esenzione RDG010. Il decreto ministeriale che prevede il diritto alla gratuità degli esami è il 279/2001. Per Antonina S., una pensionata affetta da favismo: ” È difficile trovare un medico che sia ben informato su questa esenzione dal ticket. Solamente se sono ematologi o pediatri di una zona dove la malattia è comune sono esperti in materia”. E dato che il Campidano di Cagliari, insieme a quello di Oristano e il Sarrabus, detengono il primato per il favismo, non sarebbe il caso di fare chiarezza sugli esami di controllo che sono esenti? “Ci si affida giustamente ai medici ? spiega un altro paziente affetto da favismo: – quasi mai si sente l’esigenza di informarsi personalmente in modo più appropriato. Io l’ho fatto e ho scoperto l’esenzione dal ticket per il favismo. Ora, quando vado dallo specialista per farmi prescrivere un farmaco o una prestazione medica basta ricordargli che sono fabico, accertandolo naturalmente con la documentazione, e lui sa cosa fare. Gran parte dei fabici, invece, sa solo l’essenziale: bisogna stare lontani da fave e piselli, non si devono assumere alcuni farmaci, non si può donare il sangue. Alla luce dei fatti sarebbe più opportuno dare maggior risonanza alla gratuità di certi esami clinici, affinché le persone facciano, più spesso e più volentieri, queste indagini così importanti per la loro salute”. Questo diritto viene riconosciuto dall’azienda sanitaria locale di residenza dell’assistito, sulla base della certificazione della malattia. Però, avviene solo per le analisi e gli accertamenti diagnostici mirati strettamente a questa patologia. “Un fabico, nelle condizioni di esenzione “per patologia”, non pagherà il ticket sugli esami del sangue, per quelli allergologici e ancora per eventuali altre prestazioni pertinenti al monitoraggio della malattia” afferma un medico della Asl 8. Purtroppo non è ancora molto chiaro quali siano tutti gli esami e visite specialistiche che sono esenti per un fabico. “Per ottenere l’esenzione ? continua il medico della Asl – è necessario essere in possesso di un tesserino sanitario, contrassegnato da un numero, che il medico di famiglia dovrà annotare sulla ricetta ogni volta che compilerà una prescrizione esente. Questo tesserino viene rilasciato all’interessato, esibendo agli sportelli della Asl un documento di identità valido, la tessera sanitaria, il codice fiscale, il certificato dello specialista della struttura pubblica che attesta la patologia. Dopodiché l’intero iter diagnostico avrà l’esenzione. Anche le indagini genetiche sui familiari dell’assistito, qualora necessarie ai fini della diagnosi, sono erogate in regime di esenzione. Quindi nessuno stupore se nel corso di una visita viene chiesta “l’anamesi” (lo stato di salute proprio e della propria famiglia) che serve per verificare se esistono patologie e malattie ereditarie e prendere eventualmente i rimedi necessari”. Daniela Spiga