Dimmi che geni hai e ti dirò cosa mangiare

Gli addetti ai lavori la chiamano “nutritional genomics”. È una scienza che sta prendendo piede che ha come obiettivo di costruire una dieta ad personam a seconda del corredo genetico di ciascun individuo. Da quando è stato sequenziato il genoma umano una parte della comunità scientifica crede che nei geni siano conservate tutte le informazioni che fanno di un individuo ciò che è, sia fisiologicamente che mentalmente. Magari un po’ riduzionista come approccio, ma ha i suoi seguaci. Tra questi anche coloro che credono che un’adeguata conoscenza del ruolo dei geni coinvolti nel metabolismo possa aiutare i medici a prescrivere delle diete fatte su ogni persona non solo per avere una linea impeccabile, ma sopratutto per ridurre i rischi di malattie cardiovascolari o di obesità in individui predisposti
“Le ricerche che stiamo conducendo in questo momento sono i proverbiali primi passi in una scienza neonata”, sostiene Jose Ordovas della Tufts University di Boston”. Quello che gli scienziati stanno cercando di fare è capire le relazioni che esistono tra particolari geni e la capacità di assunzione di alcune sostanze fondamentali per la dieta. Un esempio paradigmatico in proposito è rappresentato da un gene che codifica per l’enzima che metabolizza l’acido folico (la vitamina B9). In circa il dodici per cento degli europei è diffusa una mutazione in questo gene. Quando questa mutazione è presente su entrambe le copie del gene, quando cioè è in omozigosi, l’enzima che viene prodotto non è perfettamente funzionante e causa una leggera iperomocisteinemia nel sangue. L’accumulo della cisteina, un amminoacido, può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari. In questi individui, per esempio, si può evitare questo accumulo semplicemente riducendo l’assunzione di acido folico con la dieta. Se si potesse estendere a più geni questa relazione con altrettanti enzimi coinvolti nel metabolismo dei cibi, si potrebbe intervenire su alcune carenze metaboliche.
Nonostante questa sia, per ammissione degli stessi scienziati, una scienza giovane, già molte industrie biotech si sono interessate a questo tipo di ricerche intravedendo la possibilità di grossi guadagni in un futuro forse non troppo lontano. Nei piani di queste aziende ci sarebbe l’intenzione di offrire a ciascun individuo la possibilità di seguire una dieta che tenga conto della funzionalità dei geni coinvolti nel metabolismo. Continua ad avanzare, quindi, la schiera dei fans del genoma, di coloro cioé che credono acriticamente che ciò che siamo possa essere ricondotto a ciò che é scritto nei nostri geni.
emanuela grasso Il Pensiero Scientifico Editore