Dalla Coppa America al biotec italiano

Nasce vicino a Roma un laboratorio della Serono di Bertarelli. Studierà le “piccole molecole”
di Elvira Naselli
Il colosso farmaceutico Serono, azienda leader in Europa per le biotecnologie, torna in grande stile in Italia. Con un polo tecnologico di 4500 metri quadri, appena nato a Guidonia, alle porte di Roma, che si occuperà di “piccole molecole”. Un investimento da 70 milioni di euro, metà dei quali già spesi, per un’azienda nata in Italia (e al centro di diverse vicende sindacali) e che nel nostro paese occuperà quasi ottocento dei suoi cinquemila dipendenti.
Il laboratorio di Guidonia, inaugurato dal presidente della Serono International, Ernesto Bertarelli, famoso tra gli amanti della vela per l’appassionante vittoria contro i neozelandesi all’America’s Cup 2003 con la sua Alinghi, è uno dei più avanzati al mondo: farà gli studi di stabilità per tutti i prodotti Serono e sarà l’impianto pilota per la purificazione delle proteine ricombinanti e degli anticorpi monoclonali.
Per Bertarelli questo nuovo centro di eccellenza “rappresenta un investimento importante per lo sviluppo della ricerca in Italia e un segnale forte di fiducia. Si tratta di una sfida rischiosa, che bisogna affrontare per avere successo. E’ importante che l’Italia promuova iniziative per favorire l’ulteriore sviluppo della ricerca e per mantenere un alto livello di competivitià internazionale”.
Le “piccole molecole”che verranno studiate nei laboratori del Lazio, nascono dai progressi del settore biotecnologico con la chimica organica tradizionale: al contrario delle molecole proteiche, non sono formate da lunghe catene di aminoacidi, hanno un basso peso molecolare e, grazie a queste caratteristiche, riescono ad entrare nelle cellule agendo dall’interno, per esempio per bloccare la sequenza di eventi causati da una malattia.
Il futuro delle biotecnologie, quella che a Serono chiamano la terza generazione, è dunque questo: molecole più indirizzate verso una malattia specifica e somministrabili anche per via orale o transdermica, e non necessariamente iniettabili, e con minori effetti collaterali. L’obiettivo è curare molte patologie neurologiche, come la sclerosi multipla (la Serono ha un farmaco per via orale in fase tre, arriverà sul mercato tra un paio d’anni), i tumori, l’infertilità e alcune malattie autoimmuni e dermatologiche.
“E’ una grande intuizione l’investimento sulle piccole molecole”, per il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, “ed è una bella occasione per l’Italia. Abbiamo bisogno di industriali, non di industriosi. E quando ci sono, è giusto aiutarli, rendendo più facili e meno burocratiche le sperimentazioni, accorciando i tempi tra la registrazione e la messa in commercio dei farmaci, detassando di più le imprese, ipotizzando premi di prezzo per chi produce farmaci più efficaci e percorsi di “fast track” per alcune medicine, non solo quelle per uso compassionevole ma anche per patologie rare e incurabili”.