Che cosa cambia, e come, per la determinazione delle fasce di reddito e per l’acquisto di farmaci am

I cittadini: “Tanta confusione”
I medici: “Sovraccarico per noi”

Le continue variazioni che vengono apportate nel campo del ticket sui farmaci disorientano la maggior parte dell’utenza imponendo altresì ai medici di famiglia e ai farmacisti un aggiornamento e un sovraccarico burocratico che si riflette immancabilmente sulla sveltezza del servizio generando file e spiegazioni a non finire (per altro non sempre facili) ai pazienti. E cosi è stato ieri primo giorno dell’entrata in vigore dell’ennesimo provvedimento dell’assessorato regionale che per la sua complessità comporta per l’appunto distinzioni e computi volti a stabilire le varie fasce di reddito cui appartiene ciascun nucleo familiare nonché la variazione del balzello per talune specialità tra le quali le flebo e gli antibiotici in fiale. E riportiamo qui di seguito le principali di queste innovazioni.
ISEE. Il punto della regolamentazione che maggiormente ha creato(e continuerà con tutta probabilità a creare) sorpresa e andirivieni dalla farmacia al medico curante da parte di una gran parte dell’utenza è quella che stabilisce una seconda fascia di esenzione da ticket a seconda dell’indicatore della situazione economica equivalente(Isee)del nucleo familiare.Sino al 31 dicembre infatti l’esonero dal pagamento del ticket era limitato a chi non superasse i settemila euro per anno.Per le ricette in questione bastava che il medico apponesse nell’apposito riquadro la sigla medesima per dare diritto all’interessato all’esenzione dal tiket.Adesso invece è stata stabilita una seconda fascia di “parzialmente esenti”:quella dei nuclei familiari con reddito compreso tra i settemila e i novemila euro per anno:a essi viene riconosciuto il diritto di pagare un ticket per ogni confezione di farmaci nella misura di mezzo euro e non più quello di due euro .Per tale stesso motivo , nel caso appunto di ogni ricetta che si riferisca a un nucleo familiare sino a settemila euro o sino a novemila euro il medico non deve apporre su ogni ricetta la specifica generica di “Isee “ma rispettivamente quella di “Isee 1″ e di” Isee 2″ a seconda dell’appartenenza alle due categorie. E siccome ai medici , per tradizione, nessuno riferisce le novità del settore se non i giornali e la Tv nei limiti imposti, naturalmente, dal tempo e dallo spazio e comunque in maniera pur sempre sfuggente,ecco che in questi primi giorni sono molte anzi moltissime le ricette che vengono respinte necessariamente dal farmacista con il conseguente ritorno presso il medico che soprattutto per i vecchietti diventa un vero e proprio motivo di stress.Perché se è vero che nel tardo pomeriggio di ieri la Federfarma, alla luce di tale baraonda, ha emesso una circolare con la quale si invitano i farmacisti a accettare le ricette di soggetti con reddito sino a settemila euro anche se in esse non viene specificato se L’see è di tipo 1 oppure 2 è altrettanto vero che tale deroga non vale per gli assistiti con reddito sino ai novemila euro che per altro, in grande maggioranza, non si sono curati di procurarsi l’apposito certificato.Tutto rimane invece come prima per i nuclei di oltre novemila euro annuali:essi infatti continueranno a pagare due euro per ogni confezione. E in aggiunta la differenza tra il prezzo del farmaco prescritto e quello di riferimento regionale.
FARMACI GENERICI. Il decreto assessoriale ha eliminato il grande privilegio che derivava a tutti i cittadini di accedere ai farmaci generici in maniera totalmente gratuita e con il semplice pagamento dell’eventuale differenza tra il prezzo di riferimento regionale e quello riportato sul tagliando della singola confezione.Adesso anche per i generici vale la stessa regola di tutte le altre specialità:bisogna cioè pagare anche per essi il ticket nella misura e nelle modalità vigenti per tutti gli altri farmaci con l’aggiunta di una differenza nell’eventuale presenza tra prezzo del farmaco e minimo di riferimento regionale.
ESENZIONE PARZIALE PER PATOLOGIA. I soggetti con patologie croniche e invalidanti o da malattie rare hanno diritto alle prescrizioni di tre pezzi massimo per ogni ricetta e pagano un ticket di mezzo euro a pezzo oltre(anche qui) all’eventuale differenza esistente tra farmaco prescritto e riferimento regionale.
ANTIBIOTICI MONODODOSE IN FIALE. Chi ha un Isee superiore ai novemila euro annui deve corrispondere il ticket di due euro per ogni flacone sino a un massimo di dodici euro più la eventuale differenza del prezzo di riferimento regionale :e ciò significa che per una prescrizione di sei fiale l’assistito dovrà pagare non più un massimo di quattro euro complessivi com’era prima ma la bellezza di dodici euro e financo di più che equivalgono a oltre ventiquattromila delle vecchie lire.Stessa cosa per il farmaco generico mentre per l’interferone utilizzato nell’epatite cronica va pagato un balzello di un euro a pezzo.
FARMACI IN FLEBO. Sino al 31 dicembre tali prodotti non si pagava alcunché :adesso è stato istituito un balzello per il quale va fatta una distinzione a seconda delle fasce per reddito Per quelle sino a settemila non si paga alcunché a esclusione dell’eventuale differenza, mentre per la fascia sino a novemila si pagano 50 centesimi per confezione sino a un massimo di tre euro.Per coloro che superano quota novemila Per quelli che superano quota novemila è dovuto un euro a pezzo fino a un massimo di sei euro.
INVALIDI. Poco o nulla è cambiato per le varie categorie di invalidi.Gli invalidi di guerra sono totalmente esenti e non pagano pertanto neppure la differenza con il prezzo di riferimento regionale avendo anche il diritto al tutto gratis per i farmaci di fascia C ( e non per quelli da banco) A tutti gli altri invalidi è dovuto soltanto il pagamento della differenza eventualmente esistente tra farmaco prescritto e quello di riferimento.
ANGELO TORRISI

da La Sicilia.it