Arriva la nuova tessera sanitaria

Contiene i dati del paziente e il codice fiscale, dal 2008 anche il microchip. Cambiano i codici delle esenzioni, che diventano regionali
Arriva la nuova tessera sanitaria

Grande come un bancomat, andrà esibita in farmacia insieme alla ricetta.
di Daniela Bruna Adami
Vecchio tesserino beige, addio. È in arrivo nelle cas e dei veronesi la nuova tessera sanitaria. È un tesserino plasticato, delle dimensioni di un bancomat (8,5 centimetri per 5,3), che contiene, oltre ai dati personali, anche il codice fiscale che va a sostituire il vecchio codice sanitario.
È una vera rivoluzione nazionale, quella che comincia con questa nuova tessera a banda magnetica, presentata ieri dall’Ulss 20. Oltre agli usi consueti, il tesserino dovrà essere esibito anche in farmacia, insieme alla ricetta, perché il farmacista andrà a verificare la corrispondenza del codice fiscale con quello riportato sulla ricetta. Una semplificazione, secondo il Ministero dell’Economia e delle finanze, perché unifica tessera sanitaria e codice fiscale, una complicazione, potrebbero ribattere i cittadini, che fino al 2008 dovranno utilizzare entrambe le tessere, poiché la nuova tesserina non contiene ancora i dati variabili del paziente, come il nome e il codice del medico e le eventuali esenzioni.
«Raccomando ai cittadini di non buttare la vecchia tessera sanitaria» spiega infatti Luigi Mezzalira, direttore del Dipartimento farmaceutico dell’Ulss 20, «che serve per avere le informazioni che mancano nella nuova tessera. Nel 2008 verrà emessa la tessera definitiva, che conterrà un microchip con tutti i dati, compresa la storia clinica del paziente».
«La tessera sanitaria magnetica è stata voluta dall’articolo 50 della Finanziaria dell’anno scorso» spiega il direttore amministrativo dell’Ulss 20 Giuseppe Costa, «per permettere al Governo di monitorare giorno per giorno la spesa farmaceutica. Dopo la sperimentazione in Abruzzo, adesso la novità viene attivata in Veneto, Toscana e Umbria, mentre la Lombardia ha annunciato che partirà direttamente con il microchip. Il vantaggio, per le aziende sanitarie locali, è di evitare la trascrizione e la trasmissione dei dati, che adesso verranno inviati direttamente, mediante la lettura ottica in farmacia del codice a barre della tessera (che indica il codice fiscale dell’assistito), della ricetta (numero progressivo regionale) e delle fustelle dei medicinali». In realtà un servizio di questo tipo lo fa già mensilmente Federfarma, con una copertura nazionale di quasi il 90%, adesso il Ssn va oltre, spingendo così anche i medici di base verso l’informatizzazione del proprio archivio pazienti.
«Dal 1 gennaio 2006 la nuova tessera sanitaria sarà valida a livello europeo» aggiunge Antonio Paolo Isolan, coordinatore dei direttori di distretto dell’Ulss 20 «per ottenere le prestazioni sanitarie, mentre in Italia va usata da subito».
Se la tessera magnetica, seppure transitoria, va verso la semplificazione burocratica, a complicare le cose arriva la modifica dei codici delle esenzioni, prima diverse da Ulss a Ulss ed oggi unificati a livello regionale. Il problema è che anche il ministero della Salute ha unificato i codici delle esenzioni a livello nazionale, ma il Veneto (come anche la Lombardia) ha preferito mantenere la propria nuova codifica, così se un utente si rivolge ad una struttura fuori regione, la confusione è quasi inevitabile. «L e esenzioni si dividono in tre grandi classi» spiega Paolo Costa, responsabile del Servizio assistenza sp ecialistica dell’Ulss 20 «le malattie croniche, quelle rare, e una terza classe che comprende invalidità, gravidanze, danni per terrorismo, ecc., per la quale non c’era finora un codice unico regionale: stiamo parlando di circa 20mila assistiti sui 106mila complessivi titolari di una qualche esenzione. A questi utenti è già stato inviato a casa il nuovo attestato di esenzione col codice aggiornato».
Cosa cambia per i medici? Per quelli che lavorano con un computer, quasi niente, una volta aggiornato il database dei propri pazienti. Ma cosa accade se la ricetta la devono compilare a casa del paziente? «Il rischio di errore effettivamente c’è, almeno nei primi tempi» risponde il dottor Isolan «e il medico che sbaglia esenzione, è tenuto a risponderne, corrispondendo il relativo costo del ticket. Una soluzione potrebbe essere un computer palmare, ma finora il Governo non ha dato direttive in tal senso». Così come non è ancora chiaro cosa accadrà se un cittadino perde la nuova tessera sanitaria, anche se intuitivamente potrebbe bastare una fotocopia, perché il codice a barre rimane leggibile.