Amniocentesi: nuovo test potrebbe mandarlo in pensione

Di Staibene.it

Messa a punto una rivoluzionaria analisi pre-clinca che eviterà alle future madri di sottoporsi ad amniocentesi.
Grazie alla tecnologia del Dna sviluppata nei laboratori della Gribbles Molecular Science di Brisbane (Australia), il test sarà né più né meno che lo stesso test di Papanicolau, lo striscio vaginale di routine, che consentirà di individuare le stesse anormalità del feto che l’amniocentesi, come fibrosi cistica e sindrome di Down.
Come ha spiegato Ian Finlay che ha guidato la ricerca, il nuovo test inoltre evita il rischio dell’1% di aborto spontaneo, legato alla procedura di amniocentesi che comporta l’inserzione dell’ago attraverso la parete addominale.
Il test, inoltre, ha aggiunto Finlay “ha il vantaggio di poter essere eseguito a sei settimane di gravidanza invece delle 18 dell’amniocentesi, ed è stato sperimentato su diverse centinaia di donne nell’ultimo anno, con un’accuratezza del 100%”.
Usando tecniche di reazione a catena delle polimerasi (PCR) è possibile amplificare milioni di volte il Dna fetale. La tecnologia del Dna è stata scoperta circa 20 anni fa, ma non era stata applicata prima alle cellule fetali
Il test sarà di grande vantaggio soprattutto per “le donne che vivono in centri minori o remoti, che non avranno bisogno di recarsi in una grande città per il test, perché lo può eseguire il medico di famiglia, e i risultati si potranno conoscere in 24 ore”.