Alzheimer: la spia nel sangue è il tasso di omocisteina

“Il Sole 24 Ore: 14/2/2002 Da 24 Ore Sanità Alzheimer: la spia nel sangue è il tasso di “omocistenia” Elevati livelli di “omocisteina” nel sangue possono predire un rischio doppio rispetto al normale di sviluppare il morbo di Alzheimer: ad individuare il ruolo chiave dell’aminoacido nello sviluppo della malattia degenerativa mentale è uno studio di lunga data conosciuto come il “Framingham heart study” in corso a partire dal 1948. Le analisi condotte per otto anni consecutivi su più di un migliaio di volontari tra i 68 ed i 97 anni di età – che all’inzio dei test non erano colpiti dal morbo di Alzheimer – hanno rivelato che le persone con i livelli di omocisteina più elevati nel sangue corrono rischi doppi di sviluppare l’Alzheimer. Il rapporto pubblicato sul “New England journal of medicine” osserva come il tasso di omocisteina nel sangue è influenzabile dalla dieta: proprio come nel caso del colesterolo frutta e verdura, fornendo le vitamine del gruppo B ed acido folico, sono in grado di abbassare i livelli dell’aminoacido e di convertire la omocisteina in sostanze che non sono dannose. Per la prima volta si apre così la speranza che il morbo di Alzheimer sia in qualche modo prevenibile tramite una dieta ricca in frutta e verdure. Il rapporto sottolinea però come i test non abbiano individuato una relazione di causa ed effetto diretta tra l’omocisteina e la malattia, ma una “forte associazione” tra la presenza dell’aminoicido e lo sviluppo della demenza legata all’Alzheimer. Studi precedenti avevano associato alti livelli di omocisteina nel sangue con più alti rischi di malattie cardiovascolari e di ictus.”